Ci sono anch'io

Ingannevole e' il cuore piu' di ogni cosa - J.T Leroy

val368@yahoo.it

TOCQUE-VILLE

UOMO UNICO

Il mio uomo nero

I DIABETICI,SENZA LA MALATTIA!

Glycerine

Ghyon

LETTURE DI GRAN PREGIO!

Antikomunista

DAW

Doctor Pi3r

I love america

Il faro

La destra online

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Fascisti!

Thule Nero!

INTERISTI ED ALTRE AMENITA'

Sector

Fabio

Interisti di zoccolo duro

SINISTROIDE A CUI CONCEDO LA MIA ILLUMINANTE AMICIZIA

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agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
gennaio 2003

*loading*

The WeatherPixie

giovedì, settembre 30, 2004

...

Per F.

Io,

che ti bramo piu' di quanto si possa bramare l'oro della terra

che per te non conosco piu' stagioni, ne' caldo, ne' freddo, ne' pioggia, ne' vento, neve o nebbia.

Un unico sole risplende ed ha il tuo tenero volto.

Io,

 la tua donna.

 

(M.D.C.)

post di V.
23:34 / p-link / / commenti (5)

giovedì, settembre 30, 2004

...

Enjoy the silence - Depeche Mode

 

Words like violence
Break the silence
Come crashing in
Into my little world
Painful to me
Pierce right through me
Can't you understand
Oh my little girl

All I ever wanted All I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm


Vows are spoken
To be broken
Feelings are intense
Words are trivial
Pleasures remain
So does the pain
Words are meaningless
And forgettable

All I ever wantedAll I ever needed
Is here in my arms
Words are very unnecessary
They can only do harm

Enjoy the silence



























post di V.
17:55 / p-link / / commenti (21)

giovedì, settembre 30, 2004

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PER LA SERIE: "NON AVREI SAPUTO DIRLO MEGLIO" copio ed incollo un fantastico post di SORVEGLIATO SPECIALE, egregio come sempre, fonte di ispirazione continua insieme a ILOVEAMERICA

 

giovedì, settembre 30, 2004

"Come se avessero capito

chi eravamo veramente!"

Le loro parole si commentano da sole. Capirete "chi sono veramente" le due Simone.

«Non li abbiamo visti in faccia - spiega la giovane -. Ci hanno trattato con molto rispetto. Si rifacevano ai precetti del profeta Maometto. Erano religiosi che hanno tenuto a insegnarci i principi dell’Islam. Al momento del rilascio ci hanno anche dato alcuni volumi in inglese sull’Islam, compresa la traduzione del Corano. Me li sono portati dietro. Erano in quella scatola che avevo con me quando sono scesa dall’aereo» (e noi, stupidi, che pensavamo che nella scatola ci avessere restituito la testa del povero Baldoni).

"Hanno cominciato a portarci libri sulla storia dell'Islam e il Corano. Ci dicevano: "Leggete qui, studiate"". Simona racconta di aver preso appunti di quelle letture. Così trascorrevano le giornate di prigionia. "Negli ultimi giorni non ci accusavano più, come se avessero capito chi eravamo veramente"
Quando scendono dalla macchina prima della liberazione gli danno biscotti, caramelle, la scatola con le copie del Corano in inglese e "ci dicono buon viaggio".
Chissà se anche a Baldoni gli hanno augurato "buon viaggio". Di gentili, son gentili! I resistenti capiscono sempre "chi sono gli ostaggi veramente". Vero mamma Baldoni? Daccordo, mamma Quattrocchi?

Riposino in pace, Bladoni e Quattrocchi. Chissà che tristezza la mamma di Baldoni, chissà quanto dolore la mamma di Quattrocchi, dopo le parole irresponsabili di questa bambinona viziata da una mamma più scema di lei che ha l'ardire di annunciare “Ma se non torna in Iraq non è più la mia Simona”.

Perchè quei bastardi, con in una mano la mannaia e nell'altra i biscottini, lo sanno "chi sono gli ostaggi veramente". E che figli di mamma sono!

E anche noi cominciamo a capirlo. Buon Viaggio!

p.s.: ma il Biglietto del ritorno in Iraq, care le due Simone, vi costa un milioncino di dollari. Così magari coi soldi e l'interessamento degli unici che non avete ringraziato , paghiamo il RISCATTO della salma di Baldoni!



post di V.
15:57 / p-link / / commenti (25)

giovedì, settembre 30, 2004

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TOCQUEVILLE E LE SUE PREVISIONI STORICHE ALLA NOSTRADAMUS (peraltro con risultati migliori)

Tocqueville, intellettuale francese (Alexis de Tocqueville), in giovane eta' compì un lungo viaggio negli Stati Uniti, all'incirca nel 1835, e ne rimase talmente impressionato che al rientro in patria pubblico' un libro dal titolo "LA DEMOCRAZIA IN AMERICA". A quei tempi gli Stati Uniti erano considerati, in Europa, un paese poco piu' che selvaggio e marginale all'interno dei gia' delicati equilibri internazionali.

Tocqueville tuttavia e proprio a seguito di questo suo viaggio vide negli Stati Uniti le premesse per il sorgere di una colossale potenza mondiale. Non solo, nella democrazia statunitense che si stava avviando vedeva le basi per una tendenza inarrestabile: la tendenza allo sviluppo dell'uguaglianza politica e sociale.

Gli anni che seguirono gli diedero ragione su QUASI tutti i fronti di previsione.

Sviluppo demografico, economico e territoriale caratterizzarono gli anni americani dal 1810 a 1850: l'aumento considerevole della popolazione (dovuto in parte all'immigrazione europea ed in parte all'elevata crescita demografica) fu fattore determinante, fattore di spinta per la radicale trasformazione sociale ed economica che ne conseguì. Da paese prevalentemente rurale si passo' in pochissimi anni ad un paese notevolmente urbanizzato (basta pensare che fino al 1810 circa esistevano solo 2 citta', New York e Philadelphia, con piu' di 100.000 abitanti mentre gia' nel 1850 se ne contavano sei). Da paese agricolo gli Stati Uniti si trasformarono in potenza industriale sfruttando la produzione di carbone come fattore propulsivo. Da paese caratterizzato da difficili comunicazioni interne (al di fuori dell'area costiera, si intende) si trasformarono in un paese all'avanguardia nei trasporti soprattutto grazie ad un'imponente rete ferroviaria senza pari in Europa (nel 1850 le miglia ferroviarie erano quasi 10.000).

Certo e' che tutta questa crescita favorì anche numerose tensioni interne fra i neo nati stati del sud e del nord, soprattutto riguardo alla questione della schiavitu', difesa dai primi come necessaria per lo sviluppo mentre nel nord il movimento abolizionista, che voleva condurre all'emancipazione degli schiavi, conquistava la maggioranza dell'opinione pubblica. Le differenze tra nord e sud riguardavano anche il diverso approccio al commercio internazionale, protezionista il nord e liberista il sud.

Le divergenze, parzialmente tenute sotto controllo dal governo di Jackson (1829-1837) esplosero con la guerra di Secessione (1861-1865) vero snodo fondamentale della storia democratica degli Stati Uniti che, dopo tale conflitto, "virarono" decisamente verso una reale e concreta democraticizzazione del paese, come previsto da Tocqueville.

post di V.
11:12 / p-link / / commenti (13)

mercoledì, settembre 29, 2004

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PER DIRLA ALLA DEPECHE MODE

Tratto da BLASPHEMOUS RUMORS

I don’t want to start any blasphemous rumours
But I think that god’s got a sick sense of humor
And when I die I expect to find him laughing

Eh si, dio avrebbe davvero un senso dell'umorismo tutto suo se esistesse.

Non ho piu' dio da anni ed e' una bugia alla quale, sotto sotto, non ho mai creduto. Forse solo quando ero molto piccola, forse fino a quando ho scoperto che Babbo Natale altri non era che mio padre, che la notte di Natale imbrattava le suole delle sue scarpe per fare finti passi di Babbo Natale che dalla finestra di casa andavano fin sotto l'albero.

Ho scoperto, in quel momento, che l'unico dio che avevo era proprio mio padre.....da cui trarre esempio ed insegnamento.

Ce l'ho con l'Islam perche' e' una religione terribile....ma ce l'ho con tutte le religioni in generalE e con tutte le forme di costrizione mentale che portano l'uomo a comportarsi in modo sciocco, senza seguire la ragione, obbedendo a leggi arcaiche e senza senso.....In questo particolare momento pero' sono in CROCIATA contro l'Islam e questo sta attirando su di me nubi scure, rimbrotti piu' o meno velati, insulti pesanti e chissa' che altro.

Eppure sono un panzer, vado avanti e lotto, e che vi piaccia o no, dico la mia e dico che l'ISLAM MI FA SCHIFO.

ALLAH MI FA SCHIFO

I PREDICATORI MUSULMANI MI FANNO SCHIFO

LE DONNE COL VELO MI FANNO SCHIFO ED ANCHE PIETA', SE NON PENA

E TUTTI QUELLI CHE CREDONO CHE LA NOSTRA NON SIA UNA CIVILTA' SUPERIORE MI FANNO PIU' SCHIFO DI TUTTO QUELLO CHE HO SCRITTO SOPRA.

Trasferitevi in un qualche paese musulmano ed andate ad assaporarla questa civilta' fantastica della quale amate vaneggiare.

Io me ne resto nella mia PATRIA e lotto per non vederla cadere nelle grinfie di qualche estremismo, cattolico, islamico, protestante, comunista, socialista, fascista e tutto quello che volete metterci mettetecelo pure.

La mia PATRIA, l'ITALIA, un paese che vorrei vedere LIBERO da ancoraggi.

La mia PATRIA, l'ITALIA.

L'ITALIA LAICA.

Per chi non l'avesse capito:

L' ITALIA




post di V.
17:21 / p-link / / commenti (26)

mercoledì, settembre 29, 2004

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Only for you!

 

E il sottofondo potrebbe essere "Always With Me, Always With You" di Joe Satriani...

post di Masterofpuppets
13:10 / p-link / / commenti (3)

martedì, settembre 28, 2004

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E dedicato ad un coglione in particolare....

.....che con la sua domandina: "sai cosa vuol dire Jihad?" pensava forse di mettermi in difficolta' pensando che io non conosca il significato ambivalente dato all'espressione Jihad.

Prima di spiegarlo al mondo, caro Sear, fammi dire quanto ancora una volta dimostri la tua pochezza. Soprattutto perche' CI VUOI CREDERE ALLA JIHAD COME VIA SPIRITUALE, percorso all'interno di se'.

E continui a negare l'evidenza, non solo storica, della VERA JIHAD che e' solo guerra santa, ma anche attuale.

Jihad significa SFORZO, letteralmente. Ma la Jihad si puo' interpretare nel suo corretto significato di SFORZO DI CONQUISTA solo se si e' relamente in grado di collocarne il significato all'interno delle Sure, e tu non sei in grado caro Sear.

INOLTRE: le baggianate che la Jihad sia non violenta fatevele vendere dai siti islamici dove andate a cercare le notizie che mi mettete nei commenti! Cosa volete che vi dicano?? Le cose come stanno???? In questo momento storico?? Con questo clima??? In un paese cattolico come il nostro???

FUMO NEGLI OCCHI, ecco cosa vi buttano in faccia....e voi la' con la bocca aperta a respirarvelo tutto.

Fate pure, siamo in regime di semi-liberta'.

Ma non venite a rompere i cojoni se in mezzo a tutto questo filo-islamismo un giorno ci rimarrete con i peli del C..O bruciati, non venite a cercare la democrazia e la liberta' perche' sarete stati voi con tutte queste cavolate islamiche ad averne agevolato la prematura dipartita.

R.I.P.

post di V.
22:44 / p-link / / commenti (18)

martedì, settembre 28, 2004

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ALCUNE SURE DEL CORANO

Dedicato a DDD per fargli comprendere che QUESTO e' cio' che l'Islam ci offre oggi (compreso un bell'esempio di disuguaglianza e disparita' tra uomo e donna che dovrebbe far rabbrividire anche tutte le signorine sinistroidi le cui antenate hanno combattuto feroci battaglie al periodo del femminismo, ricordate signorine?????), a discapito delle poche, pochissime sure "pacifiche" da lui elencate e contenute nel testo e tra l'altro estrapolate da un contesto di sura BEN piu' ampio e diversamente interpretabile. Non venite, ragazzini, a dire a qualcuno che la cultura in materia se l'e' fatta DAVVERO cos'e' il Corano. Non ho bisogno delle vostre lezioni, voi che non lo avete letto se non in qualche e-mail delirante che vi propongono i vostri amici pacifisti per diffondere il sacro verbo di quel dio crudele che e' Allah. Le sure inneggianti alla GUERRA SANTA, ovvero alla Jihad [questa e' per SEAR che mi fa le domandine da professorone], in maniera diretta ed indiretta SONO il cuore del Corano, il principio ispiratore di tutto l'Islam. Vogliamo riaprire un dibattito storico? Prima ritorniamo tutti a studiarla la storia e sforziamoci di ricordarci in che modo questi eccelsi signori hanno occupato i nostri territori europei.


«In verità, coloro che avranno rifiutato la fede ai nostri segni li faremo ardere in un fuoco e non appena la loro pelle sarà cotta dalla fiamma la cambieremo in altra pelle, a che meglio gustino il tormento, perché Allah è potente e saggio» (Sura 4:56).

“Uccidete gli infedeli ovunque li incontriate. Questa è la ricompensa dei miscredenti.” (Sura 2:191)

“Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite. E' possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete. ” (Sura 2:216).

«Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti» (Sura 8:65).

«Quando poi saranno trascorsi i mesi sacri ucciderete gli idolatri dovunque li troviate, prendeteli, circondateli, catturateli ovunque in imboscate! Se poi si convertono e compiono la Preghiera e pagano la Decima, lasciateli andare» (Sura 9:5).

«Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finchè non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati. Dicono i giudei: "Esdra è figlio di Allah"; e i cristiani dicono: "Il Messia è figlio di Allah". Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!» (Sura 9:29-30).

«O voi che credete! Se non vi lancerete nella lotta, Allah vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocerGli in nessun modo» (Sura 9:39).

«Quando incontrate gli infedeli, uccideteli con grande spargimento di sangue e stringete forte le catene dei prigionieri» (Sura 47:4).

"...Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori . Allah è potente, è saggio." (Sura 2:228).

"Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande." (Sura 4:34).

"E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi sì da mostrare gli ornamenti che celano." (Sura 24:31).

“Le vostre spose per voi sono come un campo . Venite pure al vostro campo come volete….” (Sura 2:223).

“Ecco quello che Allah vi ordina a proposito dei vostri figli: al maschio la parte di due femmine. … Questo è il decreto di Allah. In verità Allah è saggio, sapiente” (Sura 4:11).

"Flagellate la fornicatrice e il fornicatore , ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell'applicazione] della Religione di Allah, se credete in Lui e nell'Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione." (Sura 24:2).

“Tagliate la mano al ladro e alla ladra, per punirli di quello che hanno fatto e come sanzione da parte di Allah. Allah è eccelso, saggio.” (Sura 5:38).

 






























post di V.
22:35 / p-link / / commenti (5)

martedì, settembre 28, 2004

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LIBERE

 

 

post di V.
18:22 / p-link / / commenti (2)

martedì, settembre 28, 2004

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Eccolo qua un bel saggio sull'ISLAM MODERATO.

Ovviamente dissento apertamente su alcuni passaggi mentre il succo del discorso e' chiaro, no?

 

"Dov’è l’islam moderato?

Il recente premio nobel per la letteratura, Vidiadhar Naipaul, lo disse già nel 1995: “l’islam si sta preparando”. Oggi Galli della Loggia torna a chiedersi che differenza ci sia fra l’islam moderato e quello integralista. Sottile distinzione, spesso volutamente annebbiata dai “musulmani di professione”
di Rino Cammilleri
Vidiadhar Surajprasad Naipaul, neo-premio Nobel, non ha mai fatto mistero di non vedere gran differenza tra l’islam cosiddetto fondamentalista e quello che viene detto moderato. Per lui l’islam è imperialista, punto e basta. Sebbene anticolonialista, egli distingue tra quello occidentale, che lasciava intatte le culture, e quello islamico, che faceva tabula rasa del passato. «Non è mai esistito un imperialismo come quello dell’islam e degli arabi». È un orientale, si badi, che parla. Nel 1995, dopo un soggiorno in Pakistan, avvisò che l’islam stava «preparando la sua trasformazione». Profezia? Si vedrà.

Cos’è l’islam moderato?

Intanto concentriamoci sul presente e vediamo se, a dispetto del pessimismo di Naipaul, una differenza preziosa, da sottolineare e incoraggiare, tra islam fondamentalista e moderato c’è. Tema spinoso, che solo una voce fuori dal coro ha preso di petto. Il solista è Ernesto Galli Della Loggia, ogni editoriale del quale sul Corsera di solito sortisce l’effetto di aprire un dibattito nel Paese. Questa volta, però, silenzio. Forse perché in quello del 4.10.2001 ribadito in quello di lunedì 15) l’autorevole opinionista ha messo il dito sulla piaga, dicendo senza giri di parole che, a conti fatti, la differenza tra l’islam «moderato» e quello «fanatico» in molti casi si risolve nell’assenza o meno del sostegno al terrorismo. Doveroso distinguere tra i due modelli e non fare di ogni erba un fascio; anzi, approfittare dell’occasione per cercare di ricompattare il mondo islamico contro ogni deriva fondamentalista. Ma, ecco la domanda: cosa si intende per «islam moderato»? Non è forse quella porzione di mondo islamico che pratica i valori di democrazia, libertà e tolleranza, di rispetto dei diritti umani, di eguaglianza davanti alla legge, valori che sono, piaccia o no, occidentali? Ebbene, se c’è un’occasione in cui l’islam moderato può prendere esplicitamente una posizione che sia anche ideologica e di principio, è questa. In effetti, Galli Della Loggia ricorda nel suo editoriale che detto islam moderato non ha mai condannato apertamente, per esempio, la fatwa di morte contro Salman Rushdie, né gli attentati palestinesi, né le persecuzioni contro i cristiani. Né ha mai pensato di rivedere il proprio codice penale e di abolire, ove hanno vigore, le lapidazioni, le flagellazioni, le amputazioni, le discriminazioni sessuali. Anzi, nell’ultimo decennio ha avvicinato, semmai, vieppiù la propria legislazione alla sharia, effettuando un giro di vite sulla libertà religiosa dove ancora sopravviveva, su quel poco di pluralismo politico e culturale che c’era, sull’eguaglianza tra i sessi eccetera. Molto probabilmente ciò è avvenuto per far fronte alla crescente diffusione dell’integralismo (non dimentichiamo che in Algeria a suo tempo un partito islamico vinse addirittura le elezioni). Ma c’è anche un altro motivo, strettamente collegato a quest’ultimo: in diversi Paesi dell’islam moderato chi sta al potere ci sta in virtù della sua discendenza dal Profeta o da congiunti del Profeta. Da qui le monarchie assolute semifeudali o, nel migliore dei casi, paternalistiche che sono a svariato titolo «guardiane della fede». Gli altri Paesi sono di solito repubbliche reggentisi sull’esercito con premier il più delle volte eletti praticamente a vita e/o premierati ereditari. Insomma, sarebbe l’ora che l’islam moderato si decidesse a diventare, una buona volta e del tutto, davvero moderno; e sarebbe anche l’occasione giusta per prendere le distanze o mettere una definitiva sordina alla sharia anziché continuare a scivolarvi dentro. In effetti, non si può continuare a sopportare, nel Terzo Millennio, che una bella fetta di umanità sia costretta a vivere sotto leggi che considerano l’irreligiosità un crimine e applicano pene semplicemente efferate. Fino a cinque anni fa, dei ventuno stati che allora aderivano alla Lega Araba soltanto quattro avevano sottoscritto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948: Egitto, Siria, Iraq e Libano, non a caso repubbliche “laiche”. In un libro che meriterebbe di essere letto - Aspetti in ombra della legge sociale dell’islam, di Giovanni Cantoni - viene descritto puntualmente come le iniziative di dialogo tese a far aprire vieppiù il mondo islamico moderato sono di solito a senso unico, cioè da parte cristiana.

Professione? Musulmano

I risultati di questi incontri, poi, finiscono non di rado per venire sottaciuti o deformati da quelli che Jean-Pierre Péroncel, per anni corrispondente di Le Monde dal Cairo e da Algeri, ha definito «musulmani di professione», e che sarebbero quegli orientalisti, accademici, politici, preti, giornalisti «che, da quando gli Stati arabi possono mettere in bilancio investimenti nella propaganda, navigano a spese di questi ultimi di ricevimento in borsa di studio, di convegno in viaggio, di simposio in seminario». Gran parte di costoro, afferma il Péroncel, «si ritiene obbligata ad adottare, negli scritti e nelle dichiarazioni sull’islamismo, sull’islam o sugli arabi, un atteggiamento in cui l’eccesso di riverenza, l’omissione volontaria o, peggio, il travestimento o la compiacenza feriscono la verità, la scienza e infine - ed è l’aspetto più grave - la conoscenza reciproca fra non musulmani e musulmani». Come ha scritto Vittorio Messori, anch’egli sul Corsera, c’è pure l’imbarazzo di molti prelati che, per evitare ai cristiani guai peggiori, pur sapendo come stanno le cose in certi posti, stringono i denti e moltiplicano gli incontri di preghiera comune, gli appelli collettivi, gli abbracci cordiali. Il pontefice Giovanni Paolo II non sa più che gesti di buona volontà inventarsi: visite alle moschee, baci al Corano, invocazioni a s. Giovanni Battista perché protegga l’islam. Ma il concetto di reciprocità è tutto occidentale, perciò di cortesie in ricambio non se ne parla. L’islam moderato nella maggior parte dei casi, ne siamo certi, non può fare più di quel che fa, e sa bene che, al suo interno, maggiori aperture alla modernità implicherebbero una grande discussione pubblica sulla religione coranica, cosa che -Galli Della Loggia lo vede bene- nessuno di quei governi può permettersi. Eppure, insistiamo, se qualcosa si può fare, questo è il momento. Altrimenti, bisognerà aspettarne un successivo, che fatalmente arriverà quando l’Occidente sarà pronto a dotarsi di una fonte di energia diversa dal petrolio. Allora i nodi verranno al pettine e quel che non si sarà voluto fare oggi per amor di pace dovrà essere fatto domani per fame.

di Cammilleri Rino"









post di V.
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lunedì, settembre 27, 2004

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COSA STANNO FACENDO I CANI TAGLIATORI DI TESTE?

Se non obbedire al loro signore e padrone Allah? (Parliamo, parliamo di islamici moderati.)

Edizione PENGUIN del Corano, pagina 127:

"Getta il terrore nei cuori degli infedeli. Taglia le loro teste. Taglia anche la punta delle loro dita! (Corano, 8:12)

"Non sta bene a nessun profeta fare prigionieri fino a che egli non abbia fatto una carneficina sulla terra. (Corano, 8:68)

Pagina 68:

"I veri credenti combattono per la causa di Allah mentre gli infedeli combattono per il demonio." (Corano, 4:76)

Anch'io sono una vera credente!

Credo nella liberta' di sterminare questo branco di animali......

E piu' che mai grido:

O! say can you see by the dawn's early light,
What so proudly we hail'd at the twilight's last gleaming.
Whose broad stripes & bright stars thro' the perilous fight,
O'er the ramparts we watch'd, were so gallantly streaming.
And the Rockets' red glare, the Bombs bursting in air,
Gave proof through the night that our Flag was still there.
O! say does that star spangled Banner yet wave,
O'er the Land of the free, and the home of the brave.


(2)
On the shore dimly seen through the mists of the deep,
Where the foe's haughty host in dread silence reposes.
What is that which the breeze, o'er the towering steep,
As it fitfully blows, half conceals, half discloses;
Now it catches the gleam of the morning's first beam.
In full glory reflected new shines in the stream.
'Tis the star spangled banner. O. long may it wave
O'er the land of the free, and the home of the brave.


(3)
And where is that band who so vauntingly swore
That the havoc of war and the battle's confusion.
A home and a country, shall leave us no more
Their blood has wash'd out their foul footsteps pollution.
No refuge could save the hireling and slave,
From the terror of flight or the gloom of the grave.
And the star spangled banner in triumph doth wave.
O'er the Land &c.


(4)
O! thus be it ever when free men shall stand
Between their lov'd home, and the war's desolation.
Blest with vict'ry and peace, may the heav'n rescued land
Praise the Pow'r that hath made and preserv'd us a nation!
Then conquer we must, when our cause it is just.
And this be our motto--"In God is our Trust";
And the star spangled banner, in triumph shall wave,
O'er the Land &c.

 

 

 

 

 

 

 

 

 



































post di V.
20:29 / p-link / / commenti (27)

lunedì, settembre 27, 2004

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Un tranquillo weekend

...CHE FA APRIRE LA SETTIMANA ALL'INSEGNA DEL BUONUMORE E DEL SORRISO.

OGGI DAVVERO NULLA PUO' SCALFIRMI.

 

PER F.

Sono la tua donna

Desidero ardentemente una tua lettera, mio prezioso amore!

Senti nella mia, oggi, il mio amore per te?

E' caldo come un nido d'uccello.

Mio unico, mio caro amore....prendimi fra le tue braccia e baciami ed io ti bacero' e ti stringero' a me e ti diro' tutto quello che non si puo' scrivere.

Sono la tua donna

(K. Mansfield)

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venerdì, settembre 24, 2004

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BUON WEEKEND A TUTTI!

post di V.
16:16 / p-link / / commenti

venerdì, settembre 24, 2004

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Allawi ringrazia gli Usa: «L'Iraq è un successo»
 
Messaggio rassicurante sul futuro del paese: «Stiamo vincendo. I vostri sacrifici non sono vani». Elezioni confermate a gennaio
WASHINGTON - Ottimismo e gratitudine agli Usa: si muove su questi due piani paralleli l'analisi di Ayad Allawi sulla crisi che sta attraversando l'Iraq. Davanti al Congresso americano, il premier ad interim fa un discorso che contiene diverse affermazioni rassicuranti sul futuro del suo paese. «Stiamo meglio», «costruiremo la democrazia», «il passato non ritornerà». Parole, quelle di Allawi, alle quali Bush risponde poco dopo al termine del faccia a faccia alla Casa Bianca: «Il cammino della democrazia continua a pieno ritmo - ha detto il presidente Usa - Se abbandoniamo l'Iraq, i ribelli attaccheranno altrove». Ma poi non ha nascosto le difficoltà: «Il primo ministro Allawi e io siamo ben coscienti che la violenza in Iraq potrebbe aumentare ancora nel corso dei prossimi mesi in vista delle elezioni di gennaio», ha ammesso Bush. Che sulle decapitazioni dei due ostaggi americani ad opera dei terroristi di al-Zarqawi si è detto «disgustato».
 
 
WWW.CORRIERE.IT

post di V.
13:28 / p-link / / commenti (4)

venerdì, settembre 24, 2004

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Un illuminato pensatore

"Il teologo Ibn Taymiyya, vissuto in Siria nel XIII secolo e ispiratore dell'interpretazione estremista islamica dei wahhabiti e dei jihadisti (fautori della guerra santa), nella sua opera Al Siyasa al-shar'iyya (La politica della giurisdizione islamica), dice: «Poiché il jihad è una istituzione divina e ha lo scopo di ricondurre l'intera religione a Dio e di far trionfare la parola di Dio, secondo l'opinione unanime dei musulmani, quelli che si opporranno alla realizzazione di tale scopo saranno combattuti. Secondo un'opinione generalmente ammessa, non verranno uccisi tra essi coloro che non possono essere considerati «resistenti» o «combattenti», come le donne, i bambini, i sacerdoti, i vecchi i ciechi gli invalidi, a meno che non abbiano effettivamente combattuto con le parole o le azioni. Alcuni giuristi sostengono che è permesso ucciderli perché sono degli infedeli, a eccezione però delle donne e dei bambini che diventano proprietà dei musulmani. La prima è la giusta dottrina. Noi dobbiamo combattere solo quelli che ci combattono»"

Da www.corriere.it

 

I cristiani-cattolici avranno pure ideato la Crociata...ma venitemi adesso a dire che non era piu' che legittima......


post di V.
13:23 / p-link / / commenti (6)

giovedì, settembre 23, 2004

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Per F.

DENTRO L'AMORE

Al segno che ti dà la stanza sciogli
sulla parete l'ombra dei capelli,
le braccia alzate, la flessuosa voglia
d'avermi, e già dal ridere mi volti
nella raffica buia, mi cancelli
per affiorare dal lamento vano.
Smarrita, nel cercarmi con la mano,
nel distinguermi il volto, grata, piena
d'aperto e poi ripresa dalla lena
della dolcezza, calma a poco a poco
come in un lungo brivido. Dal gioco
degli occhi che balbettano mi ridi
sul petto a colpi di piccoli gridi

Alfonso Gatto













post di V.
21:54 / p-link / / commenti (1)

giovedì, settembre 23, 2004

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I FUTURI CANDIDATI DI UNA CERTA SINISTRA ALLE PRESE CON I PRIMI, TENERI DISCORSI PUBBLICI (Rutelliiiiiiiiiiiiiiii!!! Rutelliiiiiii!!!!!!!!! Ma che mi combini!!!!)

Discorso di FLAVIA VENTO, futura politicomane della MARGHERITA (discorso pubblico tenuto all'ultimo congresso)

Innanzitutto sono molto contenta di essere qui oggi, in un posto bellissimo come la Puglia: ci torno sempre molto volentieri.
Eeeh, ultimamente il mio rapporto con la politica si è ampliato tantissimo, soprattutto dopo l’11 settembre io seguo veramente i teleggiornali: ogni ggiorno mi vedo Tiggiuno, Tiggiddue, Tiggiquattro e Tiggicinque, quindi… veramente… [ride, ovazione del pubblico] quindi devo dire che… ecco… sicuramente mi piace molto la politica… [brusio del pubblico]
scusate, se potete alzare il silenzio, perché non è carino che ridete così! Grazie, eh!
Eeh… quindi sono molto contenta.
Allora, innanzitutto il rapporto dei giovani con la politica credo che sia molto in difficoltà. Questo perché, chiaramente, leggendo il quotidiano, diversi titoli sono fatti in maniera illeggibbile per un ragazzo di quattordici anni, che sicuramente passa alla paggina sportiva, piuttosto che leggere… io mi sono presa dei ritagli… Ecco, ad esempio, questo titolo: “Primarie: l’allarmo… l’allarme della Quercia. Fassino e Veltroni: Prodi leader, ma niente giochetti, serve un vertice”. Allora, un ragazzo di quattordici anni, chiaramente, “primarie” non sa cosa… che cosa vuol dire… [ride] “l’allarme della Quercia” neanche, quindi sicuramente si va a leggere la pagina sportiva. Quindi io credo che bisognerebbe… appunto, come diceva la… [indica la persona al suo fianco, ma non se ne ricorda il nome]… sì, Bruna [ride]… credo che veramente bisognerebbe fare un’ora a scuola di politica: insegnare ai giovani la politica a scuola. Anche un’ora: per sapere com’è nata la politica, com’è la storia della politica… E quindi credo che questo sia una cosa… ‘nsomma, che servirebbe sicuramente ai ggiovani.
Eppoi, uhm… ecco,
io metterei anche la mia faccia per… per degli ideali… che sono, appunto, la guerra. Io sono assolutamente contro la guerra. Credo che quello che sta succedendo in Irak sia una cosa veramente… triste… E credo che l’Italia è un popolo cattolico, un popolo che crede nella Chiesa, e allora se crediamo nella Chiesa, la Bibbia dice che… ehm… praticamente… [non si ricorda la citazione] “porgi l’altra guancia”: quindi, assolutamente, io non credo nella vendetta e nell’odio. Quindi, la prima cosa che bisognerebbe esserci in Italia è… nel levare subbito le truppe dall’Irak. E un’altra… [applausi] Grazie!
Speriamo che le prossime elezioni non vinca Bush, perché sennò staremo altri quattro anni nel terrore [ride, applausi].
E poi, un’altra informazione che volevo dare, visto che qua sono ggiovani sicuramente della mia età… eeh… contro la droga. Assolutamente credo che la droga sia una cosa veramente… stupida… So che i ragazzi sono influenzati da persone più grandi, che sicuramente il sabbato sera in discoteca prendono extasy o si drogano. Questo credo sia totalmente sbagliato, perché… la vita è una e bisogna gestirla al meglio. E quindi, veramente, un no contro la droga [applausi].
Eppoi… io sono… amo molto gli animali [brusio, si interrompe]… Scusate: è veramente di cattivo gusto, questo fruscio… Ehm… So che in Italia ci sono molti combattimenti di animali… di cani…. e questa è una cosa che veramente per me non ci dovrebbe essere più.
Quindi: una legge più severa nei confronti degli animali… Perché veramente gli animali sono i migliori amici dell’uomo… Io… tengo molto ai cani, soprattutto, faccio volontariato nei canili… E credo sia molto importante salvaguardare, appunto… gli animali.
Questo volevo dire, grazie! [applausi]

[ Dimenticavo...concesso gentilmente, ovvero rubato, a www.macchianera.net ]









post di V.
18:54 / p-link / / commenti (4)

giovedì, settembre 23, 2004

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SEMPRE SULL'ISLAM

Non voglio passare per una razzista, eppure la sono! Diomio! Me ne rendo conto come se fosse un flash! SONO RAZZISTA!!!!

Non per il colore della pelle, ma per le ideologie. Razzismo ideologico. Orientato in maniera particolare verso l'Islam e verso il comunismo-marxismo-socialismo.

Riconoscere di essere razzista e' gia' un primo passo no???? Si, per diventarlo ancora di piu'. Soprattutto grazie a certe manifestazioni di simpatia che i compagni amano rivolgermi, rispettando in assoluto la liberta' di pensiero altrui.

Islam....mi tocca sentire tante cavolate su quella che era ed e' una delle religioni monoteiste piu' feroci mai conosciute.

A chi mi parla di Islam moderato voglio ricordare che NON ESISTE un Islam moderato perche' il CORANO, libro sacro per i musulmani, e' un testo ESPLICITO e per nulla moderato. Tant'e' che certe imposizioni assurde e che non avrebbero ragione di essere nel 2004, sopravvivono anche all'interno dei gruppi islamici così detti moderati. Di cosa parlo? Il velo alle donne, prima cosa fra tutte. Il Corano dice che la donna e' un essere impuro, un demonio tentatore motivo per cui, per non essere indotti in tentazione, bisogna mortificarla, soggiogarla, non farle prendere supremazia perche' in quanto essere immondo, inferiore e demoniaco potrebbe portarci alla rovina.

Islam moderato, se davvero esisti faccio appello alla tua coscienza e ti chiedo, se hai voglia di rispondermi: ti pare normale tutto cio'?

La donna....essere immondo.....va bene solo per sfornare figli ed occuparsi della casa....certo...oggi la facciamo anche lavorare quando fa comodo....ci mancherebbe pure. Il percorso deve essere ben definito tuttavia...casa, lavoro, lavoro casa e senza distrarsi troppo.

Se un uomo musulmano vuole sposare 4 o piu' donne, perche' no??? Libero di farlo se le sue condizioni economiche glielo consentono. Non solo, puo' dotarsi anche di un discreto numero di concubine o sfogare i suoi istinti sessuali con le serve se tutte quelle mogli poi non gli bastassero. Figli? beh...anche qua il Corano e' eccelso. Se una delle mogli non dovesse mai generare discendenza maschile si sarebbe autorizzati a procreare anche con le serve. E perche' no.

La donna???? Fatemi ridere......deve accettare senza poter dire BAH. Ovvio...e' un essere inferiore.

Le altre religioni?? Deliri da combattere per affermare la volonta' e la supremazia di Allah. Le altre civilta'? Un pericolo costante. Gli altri stati? Territorio di conquista per i soldati di Allah che vogliono guadagnarsi un sicuro posto in paradiso.

Quasi dimenticavo: se un uomo musulmano vuiole sposare una cagna infedele e' libero di farlo. Se avranno bambini la povera cretina non avra' nessun diritto di educarli come meglio crede....la religione dei nascituri e' impostata, come di default, su ISLAM.

Se invece una donna musulmana volesse sposare un cane infedele, SIA MAI! Piuttosto la morte! E difatti non sono pochi i casi in cui il disonore della famiglia causato da relazioni "miste" di donne musulmane con uomini di altro credo religioso e' stato lavato con il sangue delle poverette. Pochi....beh..diciamo che i casi sono piu' numerosi di quanto la stampa ed i mass media in generale ci fanno pervenire come notizia.

Piccole perle di religione musulmana. Piccoli stralci che CHIUNQUE leggesse il Corano potrebbe conoscere.

Il Corano me lo sono letto tutto, due volte per essere certa di quello che stavo leggendo, per essere sicura di non sbagliarmi.

Dov'e' l'Islam moderato che riporta dignita' alla figura femminile???? Dove????

E dov'e' l'Islam moderato che in cambio dei diritti che PRETENDE dai paesi in cui e' ospitato concede altrettanti diritti quando ad essere ospitati siamo noi, nei suoi paesi?? Mi fermo qua e concludo con una bella storia vissuta alla "FATTI VOSTRI"

"Siamo nel 1993 e lei studia medicina alla facolta' della mia citta'. Conosce un ragazzo egiziano, anche lui studente di medicina, autoproclamatosi musulmano moderato. Stanno insieme per 4 anni esembrano davvero una grande coppia, fanno sperare nella possibilita' di un reale scambio culturale che arricchisce, migliora. Sono giovani, sono belli, hanno tante speranze e parlano anche di costruirsi un futuro insieme.

Si fidanzano ufficialmente. lei lo porta a casa, con notevole sgomento dei genitori che pero' con il tempo imparano ad apprezzarlo e a volergli bene. Non amano molto dover sempre e solo cucinare pollo perche' diamine! Siamo in Emilia! Il maiale va' di brutto!! Ma si adeguano, per amore della figlia e per rispetto di questo giovane ben educato e di buona famiglia!

Il nostro eroe fa salire la famiglia (facoltosa) dall'Egitto in modo che possano conoscere la futura sposa e la di lei famiglia.

Grande incontro di culture e tutto va' che e' una meraviglia.

Finalmente decidono di sposarsi, siamo nel 1998. Lui adesso e' medico, lei deve ancora laurearsi ma non le manca molto.

Comprano casa e dopo pochi mesi dal matrimonio (civile per entrambe e musulmano per lui) quella che era una favola si trasforma in un incubo. Iniziano le prime botte che lei perdona attribuendole a stress da lavoro. Rimane incinta, nasce il figlio, maschio, e la' cominciano i guai seri. Lui pretende che smetta di studiare, che vada in giro vestita in maniera "consona" e comincia a chiederle di indossare il velo. Riprendono le botte al rifiuto di lei di convertirsi all'Islam. E' passato un anno. Il bimbo ha pochi mesi e dopo che lei minaccia di lasciarlo e divorziare lui insiegabilmente torna ad essere un agnellino e a comportarsi come quando erano fidanzati.

Gli amici, cominciamo a tirare un sospiro di sollievo. Pensano che il peggio e' passato e che il matteggiare di lui derivasse effettivamente da un carico di stress notevole sul lavoro.

Passa un altro anno in tranquillita' e quando lui esprime il desiderio di andare a trovare i suoi genitori al Cairo portando il bimbo per farglielo conoscere lei non si ribella perche' nulla farebbe presagire quello che invece e' poi accaduto.

Lei ovviamente parte con loro.

In Egitto scoppia l'inferno. Il bimbo le viene portato via dalla famiglia di lui e lei viene rinchiusa in una stanza e malmenata ogni giorno per costringerla alla conversione. Tutto questo va avanti per un mese al termine del quale i genitori di lei preoccupati dall'assenza di notizie chiedono un intervento dell'Ambasciata italiana del Cairo. Inizia un periodo confuso che terminera' solo circa sei mesi dopo quando  con un'azione quasi da intelligence si riesce a farla scappare prelevandola di forza in una delle rare uscite consentitele dalla famiglia di lui (con parentame vario che la circonda per evitare fughe)

Lei torna in Italia ma per il figlio non ci sono, ancora oggi, ne' speranze ne' notizie."

Un caso isolato?? No, non direi...e' che i mass media non danno risalto a notizie come questa se non ogni tanto dei rotocalchi particolari come VERISSIMO, su Canale 5.

Parliamo di Islam moderato...parliamone e ditemi dov'e'.

post di V.
12:23 / p-link / / commenti (26)

giovedì, settembre 23, 2004

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La morte della lingua italiana.

E' improvvisamente venuta a mancare la lingua italiana, soppressa da un nobile galantuomo. Ne da il triste annuncio un caro amico di V., proprietaria del blog.

alle 19:56 del 22 settembre, 2004

Master dai guarda non ti rispondo più leggiti il tuo mein kapf fai il tipo per i backstreet boys e hitler io non fumo per la cronaca non hai risposte intelligenti essendo una testa di cazzo io ho finito mi fate pena e spero possiate trovare la morte atroce di molti vostri amici.

post di Masterofpuppets
10:16 / p-link / / commenti (3)

mercoledì, settembre 22, 2004

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CHI SE NE FREGA!

Per il fatto che esprimo liberamente le mie idee mi sento dire di tutto. Dai "teneri" vezzeggiativi tipo TROIA agli insulti pesanti, agli auguri di morte per me ed i miei familiari nonche' per gli amici e via discorrendo....magari un giorno ne faccio una bella raccolta.

Oh bella! E pensare che credevo di essere in democrazia!

Di solito mi piace disquisire con chi la pensa diversamente da me soprattutto perche' con certe persone si puo' parlare senza esagitarsi perche' c'e' rispetto reciproco pur nella diversita' piu' totale.

Parlo espressamente di un amico, PARME, che voglio ringraziare qua e pubblicamente per essere la persona speciale che e' e per mettere davanti a tutto il rispetto. Con Parme ho parlato di tutto e nonostante la pensiamo in modo diammetralmente opposto ed abbiamo avuto i nostri piccoli diverbi, il nostro porci reciproco e' sempre stato pacato e dialettico. Credo che raramente fra di noi si sia sfiorato l'astio, anzi mai.

Qualche scaramuccia e' normale perche' avendo visioni opposte non e' facile misurarsi.

Ti voglio ringraziare PARME perche' tu, davvero, sei la persona speciale che ho conosciuto mesi fa e non sei cambiato con il tempo se non in meglio.

Su questo blog transitano personaggi che si dilettano ad offendere per il solo gusto di farlo, che conoscono di me pochissimo o nulla e si pregiano di chiamarmi demente, puttana, stupida, ecc. ecc. solo perche' la penso diversamente da loro.

Oltre a non comprendere questa particolare forma di masochismo che li porta ripetutamente qua non comprendo neppure perche' si animino così tanto!

Non vi piace cio' che dico o scrivo???

CHI SE NE FREGA

post di V.
22:01 / p-link / / commenti (11)

mercoledì, settembre 22, 2004

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SDRAMMATIZZIAMO

per F. e tutti i maschietti che passano di qua....

 

 

post di V.
17:25 / p-link / / commenti (7)

mercoledì, settembre 22, 2004

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Combatto Cat Stevens con:

BACKSTREET BOYS - THE SHAPE OF MY HEART

 

 

 

Baby, please try to forgive me
Stay here don't put out the glow
Hold me now don't bother
If every minute it makes me weaker
You can save me from the man that I've become
Oh yeah

Looking back on the things I've done
I was trying to be someone
Played my part, kept you in the dark
Now let me show you the shape of my heart

Sadness is beautiful
Loneliness is tragical
So help me I can't win this war
Oh no
Touch me now don't bother
If every second it makes me weaker
You can save me from the man I've become

Looking back on the things I've done
I was trying to be someone
Played my part, kept you in the dark
Now let me show you the shape of my heart

I'm here with my confession
Got nothing to hide no more
I don't know where to start
But to show you the shape of my heart
I'm looking back on things I've done
I never wanna play the same old part
Keep you in the dark
Now let me show you the shape of my heart

Looking back on the things I've done
I was trying to be someone (trying to be someone)
Played my part, kept you in the dark
Now let me show you the shape of my heart (Now let me show you the true shape of my heart)
Looking back on the things I've done
I was trying to be someone
Played my part, kept you in the dark
Now let me show you the shape of my heart
Show you the shape of my heart












































post di V.
12:48 / p-link / / commenti (12)

mercoledì, settembre 22, 2004

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LA DIMOSTRAZIONE DI COME TROPPA DROGA E TROPPO ALCOOL FACCIANO MALE AL CERVELLO ( SE MAI LO ABBIA POSSEDUTO)
 
 
Cat Stevens «terrorista», niente Usa
Il volo sul quale viaggiava da Londra è stato fatto atterrare
nel Maine. Il cantante è dovuto scendere e tornare indietro
WASHINGTON - Non c'è posto negli Usa per Yusuf Islam. Anche se si tratta di una stella di prima grandezza del pop degli anni Settanta quando il suo nome era Cat Stevens. Ora la star inglese è nella lista americana dei terroristi e perciò non può entrare negli
Yussef Islam, alias Cat Stevens, a una premiazione nell'ottobre 2003 (AP)
Stati Uniti. Il popolare cantante è da anni diventato un musulmano militante e si fa chiamare Yusuf Islam. Il volo 919 della United Airlines da Londra a Washington è stato fatto atterrare all'aeroporto di Bangor, nel Maine, dopo che in un controllo dopo il decollo è risultato che Yusuf Islam era in una lista anti-terrorismo delle agenzie di sicurezza americane. Secondo alcuni funzionari del ministero per la Sicurezza interna citati dal New York Times, che hanno voluto celare i loro nomi per motivi di sicurezza, il passeggero sarebbe tra i finanziatori gruppi ritenuti legati al terrorismo. In passato aveva sostenuto posizioni ambigue, come la condanna a morte dello scrittore Salman Rushdie da parte dell'ayatollah Khomeini per aver «offeso l'islam», anche se poi aveva smentito di aver rilasciato quelle dichiarazioni.
Stevens, 56 anni, è stato fatto scendere e gli è stato notificato il divieto d'ingresso negli Stati Uniti, che comporta l'obbligo di salire sul primo aereo diretto fuori dagli Usa. Gli altri passeggeri sono ripartiti da Bangor dopo quattro ore.


post di V.
11:28 / p-link / / commenti (25)

martedì, settembre 21, 2004

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UNA DI QUELLE SERE...IN BLU

Stavo andando in palestra, come ogni sera. Erano le 19.20 e c'era un tramonto spettacolare. Ho chiamato il mio uomo perche' quel tramonto, quel momento, che ai miei sensi e' parso magico, era carico di parole che volevo, desideravo ardentemente dirgli.

L'ho chiamato e la linea era disturbata...segno del destino forse?

Le parole mi sono rimaste nel cuore ed e' la' che le conservero' fino alla prossima occasione, quando saliranno spontanee e vere, come al tramonto delle 19.20, rosso fuoco come il mio cuore che oggi ha un motivo in piu' per battere e fare il suo mestiere.

Al rientro dalla palestra, erano le 20.45, tutto era gia' buio. Sono salita in macchina e come prima cosa ho acceso lo stereo. Ho su' un cd di musica blues che adoro ed e' partito il sax. Una melodia dolce e struggente, evocativa. Ho cominciato a guidare, una curva dopo l'altra, lentamente. Immagini familiari ai lati della strada, rischiarate da uno spicchio di luna brillante, il vento che accarezza i capelli con delicatezza, lo sguardo perso nel paesaggio buio eppure così romanticamente consolante, per nulla minaccioso. Odori anch'essi familiari, la tranquillita' di un percorso che conosco così bene....e dal cuore e' sgorgata una preghiera spontanea, alla vita, un ringraziamento per quegli attimi magici per i quali, solo per essi, potrei dire che e' valsa la pena avere vissuto. GRAZIE, qualunque cosa sia che mi ha portato qua, su questa terra tribolata dalla nostra stessa ignoranza, dalla nostra incapacita' di essere migliori, di elevarci....forse e' troppo presto o forse non ce la faremo mai...chi lo sa? Io non faro' in tempo a vederlo il cambiamento dell'uomo ma mi auguro che presto ci sia perche' un po' tutti possano fermarsi a guardare un paesaggio ed a sentirlo dentro in modo così dolce, rilassante, familiare, amico.

Dentro a tutti questi pensieri, mentre il sax batteva le ultime note, sempre lui, il mio uomo. Presenza costante, giganteggia come nessuno prima, mai.

post di V.
22:48 / p-link / / commenti (7)

martedì, settembre 21, 2004

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[SILENZIO! QUALE LUCE IRROMPE...]  (Per F.)

Silenzio! Quale luce irrompe da quella finestra lassù?
È l'oriente, e Giulietta è il sole.
Sorgi, vivido sole, e uccidi l'invidiosa luna,
malata già e pallida di pena
perché tu, sua ancella, di tanto la superi in bellezza.
Non essere la sua ancella, poiché la luna è invidiosa.
Il suo manto di vestale è già di un verde smorto,
e soltanto i pazzi lo indosano. Gettalo via.
È la mia donna; oh, è il mio amore!
se soltanto sapesse di esserlo.
Parla, pure non dice nulla. Come accade?
Parlano i suoi occhi; le risponderò.
No, sono troppo audace; non parla a me;
ma due stelle tra le più lucenti del cielo,
dovendo assentarsi, implorano i suoi occhi
di scintillare nelle loro sfere fino a che non ritornino.
E se davvero i suoi occhi fossero in cielo, e le stelle nel suo viso?
Lo splendore del suo volto svilirebbe allora le stelle
come fa di una torcia la luce del giorno; i suoi occhi in cielo
fluirebbero per l'aereo spazio così luminosi
che gli uccelli canterebbero, credendo finita la notte.
Guarda come posa la guancia sulla mano!
Oh, fossi un guanto su quella mano
e potessi sfiorarle la guancia!
























post di V.
18:56 / p-link / / commenti (3)

martedì, settembre 21, 2004

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( Mia nota: Mio nonno con parole sue diceva: " Il motto dei comunisti e dei partigiani e': CIO' CHE E' TUO E' MIO E CIO' CHE E' MIO E' MIO")
 
lunedì, 20 settembre 2004

Pensiero del giorno.
Il rosso va con il rosso!
I comunisti sono convinti di essere migliori di tutti gli altri esseri umani.
Loro hanno la verità assoluta, sanno cosa è bene e cosa è male.
Nella loro rivelazione laica sono un pò come gli integralisti mussulmani: quelli più moderati sanno che gli altri sono nell'errore e li guardano con un misto di pietà e rassegnazione.

Della serie: poverino, non sa niente della storia, del mondo, di come vanno le cose, di cosa bisogna fare per migliorare le sorti del genere umano.
Quelli più estremi li offendono e li insultano a piè sospinto. E magari fanno anche violenza (no global e centri sociali docet). Ma entrambi sono accomunati dalla certezza della loro superiorità.
Dal generale al particolare.
Diversi anni fa, quando ero ancora un giovanottone di belle speranze ma già diffidavo della sinistra italiana, frequentavo spesso un oratorio parrocchiale e facevo, come ho sempre fatto, del volontariato.
Non so come, parlando con un tipo molto più grande di me che faceva il marittimo per una società del gruppo Tirrenia, quindi un privilegiato che per una spola giornaliera di poche miglia fra la sua isola e un'altra più grande viene pagato assai di più di un "vero" navigante che sbatte per gli oceani rischiando la pelle.
Comunque, a parte questa divagazione meritevole di ulteriore approfondimento, ad un certo punto si parlo di donazioni di sangue e io gli dissi che ero un donatore assiduo, e che mi piaceva l'idea di contribuire alla salvezza di qualcun'altro anche se quando donavo mezzo litro di sangue (ogni tre mesi), non è che mi sentivo troppo bene. lui mi disse: "ma come fa uno come te ad essere di centro destra"?
e io di rimando: "ma cosa vuoi dire, perchè?"
e lui: "perchè donare è di sinistra".
Avete capito?
E vagli a spiegare come, per la sua lieta utopia di sorti progressive, dei macellai hanno massacrato più di cento milioni di innocenti.















post di V.
18:01 / p-link / / commenti (19)

martedì, settembre 21, 2004

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ISLAMISMI e DELIRI VARI

Niente, non ci posso fare niente.....quando vedo in giro per la citta' quei bacherozzoli che dovrebbero essere donne tutto il mio interiore si ribella.

A cosa?? Alla FOLLIA, al delirio religioso, ad un dio (dio????) che impone certe sciocchezze, a chi le segue senza porsi domande, a chi ne alimenta il verbo, la violenza, la mortificazione.

Come donna mi sento frustrata se penso a quante donne, in Occidente, hanno lottato per avere un minimo di parita' sociale e di diritti.

Come essere umano continuo a rimanere scioccata dall'importanza che ancora oggi si attribuisce a qualcosa come la religione, dio.

Ok, io non ci credo piu' da anni ed il mio sbigottirmi sembrera' insensato. Eppure andiamo sulla Luna, su Marte, blateriamo di buchi neri nell'universo, ci riempiamo la bocca con la parola PACE ed ancora guardiamo al cielo in attesa di un segnale da dio.

Che grandi contraddizioni nell'uomo!

A questi bacherozzoli mi verrebbe la voglia di strappare quei veli, guardarle negli occhi ed urlargli in faccia "VIVI! PORCO MONDO! VIVI!!!!!"

post di V.
17:04 / p-link / / commenti (29)

martedì, settembre 21, 2004

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DA WWW.PANORAMA.IT

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

post di V.
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martedì, settembre 21, 2004

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DA WWW.PANORAMA.IT

Il sempre egregio Forattini

 

post di V.
12:59 / p-link / / commenti (6)

martedì, settembre 21, 2004

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In assenza di V....

...e in presenza di alcuni cogl...i!!!

Riporto sul blog della cara V. un messaggio che avevo pubblicato sul mio a maggio. Giusto per far capire ad alcuni ottusi finti pacifisti (e veri amici dei terroristi) che, nonstante le loro farneticazioni, per fortuna c'è ancora chi crede che "dulce et decorum est pro Patria mori!" (Orazio).

Un campione dentro e fuori dal campo

Pat Tillman era un grande campione del football americano, una sorta di Totti degli USA. Mentre "er bambinone de' noiantri" stava meditando se accettare i milioni di euro della "maggica" Roma o quelli del Real Madrid, Pat Tillman aveva deciso di rinunciare a 3,6 milioni di dollari offerti per continuare l'attività professionistica e di indossare un'altra divisa, quella degli American Rangers. E di combattere per la propria Patria. E alla propria Patria ha donato quanto di più prezioso aveva: la propria vita. Grazie Pat! Sei stato un campione nello sport, ma soprattutto sei stato un campione nella vita!

post di Masterofpuppets
10:00 / p-link / / commenti (6)

lunedì, settembre 20, 2004

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CINGHIALI DI BOSCO, MAIALI D'ALLEVAMENTO E PORCI DA RETE

Ho un piccolo account di posta elettronica su Yahoo che mi pregio di usare per vagabondare nei meandri della rete nell'anonimato piu' assoluto quando c'e' necessita' di lasciare un indirizzo e-mail registrandosi a qualche sito.

Controllo codesto indirizzo e-mail alquanto di rado, tipo un paio di volte alla settimana, e mi capita, sempre alquanto di rado, di trovarci dei messaggi di spacciatori sottobanco di Viagra (che poi secondo me non e' Viagra Viagra ma sono pastigliette fatte con il gessetto azzurro), spacciatori di allungatori fallici (credo di aver barato un po' troppo sulla mia identita'!!!! ) ed e-mails dichiaratamente porno in cui procaci donzelle mi offrono i loro lati "migliori" promettendomi cose turche se clikko sul linko (ma che linguaggio questo internet!!!!!).

Ogni tanto pero', come oggi, mi arriva una perla.

47 anni, imprenditore piacentino, sposato (but of course!) che si presenta inviandomi una bella foto sua, NUDO, CON IL PISELLO IN MANO.

Non e' tanto per il pisello in mano......non sarebbe il primo che vedo.

E' per la "crudezza" in se' e per se' del gesto.

Questo e', per me, il classico PORCO DA RETE. Nuova razza in via di sviluppo, favorita dal rincoglionimento post 40, accelerata (si suppone, stiamo ancora raccogliendo dati) da mogli frigide o che non gliela danno piu' perche' troppo impegnate a maneggiare i volatili altrui, acuita da un desiderio forte di non lasciare lo stato adolescenziale per entrare nell'eta' MATURA......

MATURAAAAAAAAAAAAAAA.....

Che parolone.....eh???

Vi fa ancora così paura, maschietti miei cari?

PORCI DA RETE!!!!

Tento anche di figurarmi la sfigata moglie che ogni sera lo attende a casa. Forse ignara del rincoglionimento neanche tanto tardivo del consorte, o forse le sta pure bene così...ma chissa'.

Chissa' se ogni tanto si fa un giro sui profili di yahoo cercando un bello stallone piacentino e se trova la foto di suo marito nudo come un verme e con il pisello duro in mano.......lo riconoscera'?????

COME VORREI ESSRE UNA MOSCA A VOLTE!!!!! Ed avere il dono del teletrasporto!!!!! E vedere che cappero succede nella testa di certi signori (ma anche di certe signore)

Per ora mi difendo da questi porci internettiani con l'indifferenza piu' assoluta. In attesa che qualcuno inventi un antivirus adatto contro il virus del rincoglionimento senile.

post di V.
16:38 / p-link / / commenti (5)

lunedì, settembre 20, 2004

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Grazie...

post di Masterofpuppets
11:59 / p-link / / commenti (1)

lunedì, settembre 20, 2004

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L'OCCHIO DELLA DIVINITA'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

post di V.
11:27 / p-link / / commenti (20)

lunedì, settembre 20, 2004

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DIOMIO...questa e' la nostra Miss Italia.

Bella e' bella, ci mancherebbe. Ma, uomini, ditemi la verita', a voi piacciono donne così??? Senza tette, senza culo? Rispecchia le donne italiane? E poi c'e' polemica feroce su nasi e labbra rifatte. Aboliamo Miss Italia per favore.

E' quasi una pantomima ormai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa e' arrivata seconda.....vediamo cos'ha in comune con la prima.....mumble........

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

post di V.
10:01 / p-link / / commenti (22)

lunedì, settembre 20, 2004

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E GUARDATE CON CHE RAZZA DI RISULTATI!!!

Forte avanzata invece dell'estrema destra dell'Npd, schizzati dall'1,4% di colpo all'9,2%, veri vincitori in termini assoluti. È la prima volta in 36 anni che il Partito nazionaldemocratico tedesco entra in un parlamento regionale in Germania.

Meno preoccupante l'ascesa degli ex-comunisti.

Salgono di un punto percentuale (al 23,6%) anche i post-comunisti del Pds. L'Spd di Schroeder scende dal 10,7% al 9,8%.


post di V.
09:37 / p-link / / commenti (8)

lunedì, settembre 20, 2004

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Voto in Germania, vincono gli opposti estremismi
Cdu ed Spd, i partiti più forti, perdono voti a favore di ex comunisti e i neonazisti dell'Npd. Proteste a Dresda
 
Sono contenta di leggere una notizia di questo tipo....sarei ancora piu' contenta se alle prossime politiche in Germania stravincesse il partito degli ex nazisti (beh.....se vincessero gli ex-comunisti mi dispiacerebbe un po'). Sono matta??? No, e' la giusta punizione elettorale che si merita un paese, la Germania, senza palle ne' dignita'. Questa e' una riprova che "mettersi la coda tra le gambe" non piace a noi del popolino.
A noi del popolino piace essere governati da persone forti e con le idee chiare sul paese e dove lo si vuole portare.
 
A noi del popolino, gente mediocre e senza grandi slanci intellettivi, piace poter credere che il nostro stato sia forte e glorioso e che non si tiri indietro davanti ad alleanze ed accordi internazionali e faccia la sua parte nella storia del mondo, specialmente quando il momento si fa duro ed i duri entrano in gioco.
 
Qualcuno mi accusera' di ogni nefandezza da leggersi tra le righe. Sono nazionalista, io del popolino, me medesima. Nazionalista ed anche un po' delusa dal mancato intervento del mio paese in Iraq, dove sosta in missione di pace. L'intervento lo avrei voluto piu' deciso come piu' deciso vorrei che fosse questo governo in questioni fondamentali del paese che DEVONO essere risolte adesso, altrimenti domani sara' gia' troppo tardi.
E BASTA perdere tempo in leggi inutili e vergognose! Siamo nel 2004, Silvio, eh cribbio!!!! Si puo' approvare una legge come quella sulla fecondazione assistita????????? EH NO SILVIO!!!! Non si puo'!!!!! Si puo' permettere a delle minoranze di dettare legge in settori macroscopici???? EH NO SILVIO!!! Non si puo'!!!!! Per dirne due.....poi si potrebbe andare avanti per ore.
Qua ci vuole uno Stato forte. Non lo vedo, manca, assente all'appello.
E ci vuole coraggio per governare anche adottando misure che vanno CONTRO.
 
Ok, torno a calarmi nella realta'.
 
Mi vanno bene anche gli sforzi minimi pur di non vedere una foto come questa
 
dove sotto la bandiera della Francia e della Germania si potrebbe vedere anche quella dell' Italia. (foto gentilmente rubata a http://nessunaresa.splinder.com/)
 
Non voglio disquisire sulle ragioni della guerra. Ogni guerra ne ha una e di solito non e' mai quella ufficiale.
Voglio che il mio paese abbia LE PALLE!
E non voglio vederlo finire in mano a qualche estremismo come gesto di protesta, come accade in Germania.
 
 
 
 
 

post di V.
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sabato, settembre 18, 2004

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DAL MIO PERSONALE "DIARIO DI VIAGGIO"

Un paio di aforismi di Gibran che dedico a Sear e Forlivese, con cotanta spiegazione qua sotto.

Ed una frase del mio detective preferito, Philo Vance (Autore S.S. Van Dine)

 

GIBRAN, per Sear:

"Meta' di cio' che dico non ha alcun senso; ma lo dico perche' vi sia, a raggiungerti, almeno l'altra meta'"

 

GIBRAN, per Forlivese

"La realta' dell'altro non e' in cio' che egli ti rivela ma in cio' che non riesce a rivelarti. Percio' se vuoi capire l'altro non dare ascolto a cio' che dice ma a cio' che NON dice"

 

PHILO VANCE, per tutti i "giovani"..dentro e fuori.

"Così vicino e' lo splendore alla nostra polvere, così vicino e' dio all'uomo. Quando il dovere sussurra "TU DEVI", il giovane risponde "IO POSSO".

 

Sear, una piccola spiegazione. Abbiamo dibattuto e ci siamo anche insultati. Per gli insulti ti chiedo ufficialmente scusa perche' non e' nel mio carattere. Un solo, piccolo consiglio: impara ad ascoltare gli altri, in questo caso a leggerli, se necessario tra le righe. Mi riferisco alla lunga serie di commenti scambiati con Forlivese. Forlì ci ha provato ma tu sembri non leggere. Riprova. Non e' che credo tu sia scemo, tutt'altro...e proprio per questo ti esorto a "spogliarti" dei pregiudizi nei confronti di Forlì e rileggere le sue risposte. Sembri una persona che il cervello ha voglia di usarlo (lo dimostri perche' almeno ci provi a sostenere una conversazione, differentemente da quanto hanno fatto i tuoi colleghi Tinsulto ed Anaconda).....indipendentemente dalle differenze (noi destra e tu....boh!) non e' impossibile dialogare. Certo, tu rimani delle tue convinzioni e noi delle nostre (scusa il plurale Forlì ma penso di poter parlare anche per te) e d'altro canto una discussione storica ha poco a che vedere con le opinioni.....pero' e' anche bello potersi confrontare, non trovi?

Forlì: ti stimo e non per le cose che scrivi che spesso non condivido ma per le cose che non scrivi. Le tue provocazioni sono da 10 e lode. Tuttavia credo che il nostro comune nemico-amico Sear stia cercando di comunicare, in un modo tutto suo, naturalmente, ma lo fa. Secondo me e' quello che NON dice ma quello che FA a doverti dare una "dritta" sul suo comportamento, non trovi? E cosa fa? Cerca di comunicare, quindi ha VOGLIA di farlo. Anche con te. Non chiude porte in faccia ne' si barrica SOLO dietro ad insulti senza senso. Ci prova, con me e con te, così diversi da lui. Da una parte lo apprezzo, non e' facile. C'e' gente che pensandola diversamente da me mi ha semplicemente scritto che non avrebbe piu' frequentato il mio blog (tipo punizione quasi.....ti rendi conto??), gente che consideravo "amici di blog"...si vabbe', nulla di serio....pero' persone da cui non me lo sarei mai aspettata. Sear torna e lo fa per PARLARE, COMUNICARE. Una possibilita' gliela darei, implica quanto meno un po' di apertura mentale.

post di V.
21:15 / p-link / / commenti (17)

venerdì, settembre 17, 2004

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Un pensiero per te...

 

F.

 

 

post di Masterofpuppets
17:51 / p-link / / commenti (2)

venerdì, settembre 17, 2004

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Libertà, il prezzo da pagare al terrore
di GIANFRANCO MORRA S i può essere liberali e pessimisti? Ma il liberalismo non è forse la previsione ottimistica della caduta dei controlli e del trionfo della libertà? Da Hume a Smith non esprime il liberalismo la speranza, anzi la fiducia, in una politica come tutela della libertà? Queste domande sorgono spontanee alla lettura di una ricca e limpida analisi di Angelo Panebianco, in un libro serio e insieme vivace, edito dal Mulino, che va in libreria in questi giorni. E che nel titolo esprime i tre lati del triangolo conflittuale della politica: “ Il potere, lo stato, la libertà”. Con un sottotitolo ancora più inquietante: “ La gracile costituzione della società libera”. L i b e r a l e, l’autore, lo è per esplicita confessione. Anzi, è un liberale classico, nella linea che da Hume e Montesquieu giunge a Madison e Tocqueville. Ma si può essere liberali senza con ciò essere utopisti, si può credere nella libertà senza nutrire superficiali illusioni. Poiché il liberalismo non è, come pretendono anarcocapitalisti e libertari, la proposta di eliminare lo Stato, ma solo quella di limitarlo più che si può, riducendolo ad uno “ Stato minimo”. Il pensiero politico occidentale sa, da Aristotele in poi, che la politica è sempre una difficile conciliazione tra libertà e autorità, e che l’autorità, entro certi limiti ( stato di diritto, divisione dei poteri, mercato libero, pluralismo sociale, controllo reciproco, sussidiarietà), è il necessario strumento della libertà. Ma sappiamo anche che il potere dello Stato in certi momenti è costretto a divenire invadente e massiccio ( guerre, terrorismo, crisi economiche, conflitti etnici e religiosi): « La libertà risulta sempre una fragilissima conquista. La politica gioca un ruolo perennemente ambiguo o ambiva l e n t e » . Ciò che preme a Panebianco è di mostrare la superiorità del liberalismo ( non semplice progetto economico- sociale, ma “ ideologia religiosa”) sulla democrazia. Il primo nacque elitario e la sua libertà era per pochi; negli ultimi due secoli la democrazia ha esteso a tutti le conquiste del liberalismo. E, insieme, le ha rese più fragili. Come capirono tanti teorici liberali, da Tocqueville a Mosca, da Pareto a Ortega y Gasset, da Freund ad Aron, quando il “ pubblico” liberale diventa “ massa” democratica, lo spazio per le libertà si riduce. Anche per altri fattori: la nascita del quarto e più potente potere, quello dei media, la globalizzazione economica, la rivoluzione tecnologica. Non a caso i totalitarismi del Novecento e le loro imitazioni soft negli Stati assistenziali, divenuti talvolta “ democrazie totalitarie”, sono state risposte fallimentari ad una crisi reale del liberalismo nell’epoca della democrazia di massa: « La democrazia può, in certi suoi patologici sviluppi, minacciare la libertà » . Senza liberalismo, non avremmo avuto la democrazia; il pericolo è che, con la democrazia, venga meno il liberalismo, come presentirono tanti “ pessimisti della civiltà”, Croce compreso. Un pericolo che costituisce quasi il filo nascosto che lega le pagine di Panebianco. Il quale, tuttavia, non esprime un pessimismo disperato, ma amaro e realistico. Dato che la politica non è mai un “ bene”, ma soltanto un “ male minore” e la liberaldemocrazia è ancora quanto di meglio si possa trovare. Anche perché assicura ricambi di governo senza spargimento di sangue. Egli propone, dunque, interventi chirurgici non superficiali: in primo luogo la riaffermazione del primato degli individui e dei loro gruppi associativi rispetto allo « stato » ( che Panebianco, come già Sturzo, scrive sempre con la minu s c o l a ) . Con lucido realismo Panebianco, liberale non privo di venature machiavelliane, fotografa l’insuperabile dilemma della libertà: per difenderla è necessario limitare al massimo il potere dei governi; ma l’insicurezza, oggi di tanto aumentata rispetto alla “ belle époque”, richiede un aumento dei poteri statali di difesa e protezione, con l’inevitabile conseguenza di una limitazione della libertà. Si pensi al terrorismo. Esso ha imposto non poche limitazioni delle libertà democratiche: di comunicazione, di trasporti, di riunione. Dopo l’ 11 settembre gli americani hanno un po’ meno libertà, pur di avere maggiore sicurezza. Gli argini eretti dai Padri fondatori a difesa delle libertà si sono in qualche punto incrin at i . Come ogni altro regime politico, la liberaldemocrazia si regge su di un complesso di previe strutture sociali e, alla fin fine, anche antropologiche. Ecco perché non c’è democrazia fuori dell’occidente cristiano. Nessun paese può avere democrazia senza una distinzione di religione e politica, senza una vasta classe media, senza un alto reddito, senza una integrazione etnica e religiosa dei suoi cittadini, senza il superamento degli individualismi corporativi a favore di un pluralismo non conflittuale, senza una divisione, non solo giuridica, ma anche politica, del potere statale. Ciò che Panebianco sottolinea, è il fondamento non politico della democrazia politica. La società civile è più importante e più fondativa del potere politico, la “ religione” liberale conta molto di più della “ tecnologia” democratica, l’amore soggettivo della libertà prevale sulle disposizioni statuali che la regolano e talvolta anche la impediscono. L’uomo è irriducibile al “ politico” e la politica non è una concessione di diritti, è solo la definizione delle modalità in cui esercitare i diritti perenni dell’uomo. Il vero problema della politica non è quello del potere, ma dei limiti del potere. Qui la conclusione dello scienziato politico si fa, suo malgrado, filosofica: « Le libertà civili, la libertà religiosa, la libertà economica o d’impresa, la libertà creativa dell’artista, la libertà di ricerca dello scienziato, la più generale libertà di ciascuno di fare, a proprio gusto e secondo la propria vocazione, le scelte di vita che preferisce, sono le vere fonti di arricchimento, morali e materiali, degli individui e delle società » . E sempre con la consapevolezza che la libertà realizzata sarà sempre inferiore a quella promessa. Angelo Panebianco “ Il potere, lo stato, la libertà” Il Mulino Pagg. 372, euro 28.

 

 

 

post di V.
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venerdì, settembre 17, 2004

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Sempre sulla superstizione. Significato del numero 17 e qualche parolina sul 13

DICIASSETTE, un numero notoriamente sfortunato secondo la tradizione europea (in America è, invece, il TREDICI il numero della disgrazia!). Ma qual è l'origine di questa triste fama?
Pare che tutto risalga ai tempi dei Romani quando l'alfabeto numerico era completamente diverso da quello che utilizziamo oggi… 17 veniva, infatti, scritto così:
XVII che anagrammato diventa VI-XI, ossia VIXI che tradotto significa "Vissi, ho vissuto", quindi "sono morto"

TREDICI, è per eccellenza il numero che nei Paesi anglosassoni e in America soprattutto, è sinonimo di disgrazia e sventura. Ecco perché 13 dovranno essere le porte alle quali i bambini busseranno per chiedere "dolcetto o scherzetto?", spaventando a morte coloro che non apriranno la porta o si rifiuteranno di riempire il cestino.

Quella del "Dolcetto o scherzetto" deriva dalla tradizione americana del Trick or treat, espressione tipica che i bambini travestiti pronunciano nel rituale giro per le case alla ricerca di dolci e piccoli doni. L'origine di questo rito è antica e deriva da un'antica usanza risalente al Nono secolo quando gli adulti vagavano di casa in casa il 1 Novembre chiedendo un po' di "pane d'anima".

Per intero, la formula che i bambini americani pronunciano quando bussano alla porta è questa:
Trick or treat
Smell my feet
Give me something to eat
Non too big, not too small
Just the size of Montreal

Nei Tarocchi inoltre il numero 13 e' LA MORTE.

La sua origine funesta risale addirittura alla mitologia norvegese. A Valhalla venne allestito un banchetto al quale furono invitate dodici divinità, ma Loki, lo spirito dei conflitti e del male, che non era stato invitato, si infiltrò tra gli altri portando il numero dei partecipanti a tredici facendo così ricadere su tutti gli invitati la sua influenza malefica. .








post di V.
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venerdì, settembre 17, 2004

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VENERDI' 17 - Sulla SUPERSTIZIONE

Copio ed incollo un articolo del signor Stefano Pipitone e sotto all'articolo, per agevolare la giornata dei tanti italiani superstiziosi, alcune sfiziosita' che vi faranno passare la notte insonne......creandovi ALTRE superstizioni!!!!!!

Io non la sono (superstiziosa) poiche' ogni gesto fatto in questo senso ha in realta' una sua spiegazione storica. Esempio??? Se rompi lo specchio 7 anni di disgrazia. Per forza!!!!! Avete idea di quanti denari occorressero nel medioevo per comperarsi uno specchietto???

Se versi il sale porta sfortuna!!!!! Idem come sopra, costosissimo.

Mai passare sotto una scala!!! (questa e' piu' recente). E' BUON SENSO non passare sotto una scala, indipendentemente dalla superstizione puo' essere pericoloso!!!!

E via di seguito.

Buona lettura!!!

Viene definita superstiziosa la persona che crede in cose soprannaturali, nei sortilegi, nella magia ecc.
Sciocche e ridicole vengono considerate le superstizioni dai razionali e dagli scettici, difficilmente si ammette di essere superstiziosi, di credere a certe "ridicolaggini", come si è soliti affermare con prosopopea quando si è con amici a cui si vuole mostrare la propria superiorità di fronte a simili "sciocchi pregiudizi". Salvo poi, ìn privato, fare i debiti scongiuri per avvenimenti o situazioni che necessitano dì un atto scaramantico.

Chi, sia pure segretamente, non ha effettuato scongiuri per propiziarsi la fortuna? è incontestabile che, pur fingendo di non credere si attribuiscano a taluni elementi una particolare influenza magica. Un esempio del nostro, a volte falso scetticismo, ci viene dato dal filosofo Benedetto Croce, il quale interrogato sugli effetti di certi pregiudizi, rispose con arguzia: "Non è vero... ma ci credo ! ".

Quanti sarebbero disposti a sfidare la sorte compiendo gesti o cerimoniali che tradizionalmente sono ritenuti apportatori di negatività? Chi volutamente è disposto a posare il pane sulla tavola capovolto, o a versare il sale o a mettere i coltelli in croce, oppure ad accendere tre sigarette con lo stesso fiammifero, o ancora a passare sotto una scala, ben sapendo che tutti questi gesti sono considerati negativi?
Che dire poi del nefasto "13 a tavola"? Questa assieme a quella del Venerdì, è una delle superstizioni più diffuse. Per non parlare di "venerdì 17" giorno per taluni così infausto, che persino i quotidiani non mancano a volte di sottolinearlo.
Del resto, perché ironizzare su questi pregiudizi tutto sommato innocui? Chi non ha le sue superstizioni?
E anche la superstizione affonda le sue radici nel tempo.
I primitivi infatti ritenevano che, colpendo l'immagine del bisonte, fosse più facile uccidere l'animale durante la battuta di caccia.
Nasceva, in tal modo, la prima forma di superstizione.
Cristoforo Colombo considerava il venerdì un giorno fortunato.
Partì da Porto Palos un venerdì; mise piede sulla nuova terra di venerdì e rientrò, sempre di venerdì, a Porto Palos.

AGRIFOGLIO

-Augura benessere e prosperità. Regalato a Natale in una scatola che dovrà essere aperta solo dopo Capodanno, aumenta la sua potenza.

ANELLO

- Porta fortuna mettere un anello con la pitra di nascita.
- Se la fede nuziale viene persa, per evitare che l'infelicità piombi sulla coppia, va riacquistata immediatamente un'altra vera che dovrà essere infilata all'anulare dal partner, come durante il rito nuziale.

ANNO NUOVO

- Osservando con attenzione il tempo dei primi dodici giorni di gennaio, avremo l'indicazione esatta delle condizioni meteorologiche dei dodici mesi dell'anno.

ARCOBALENO

- Tutte le volte che ne vedete uno, esprimete un desiderio: si avvererà certamente.

ASCIUGAMANO

- Non adoperate lo stesso asciugamano in due: litigherete sicuramente

BACIO

- In Inghilterra, sì crede che una ragazza non si sposerà più se, dopo aver baciato un uomo con i baffi, le resta un pelo sulle labbra.

BOTTONE

- Trovarne uno significa contrarre una nuova amicizia.

CANDELE

- Porta male la goccia di cera che cade lungo il lato della candela.
- Gli sposi di Crana (Novara), terminato il rito nuziale, soffiano insieme per spegnere due candele. Se le spengono nello stesso momento, vivranno a lungo insieme, altrimenti è segno di vedovanza.

CANE

- Il suo ululato è presagio di morte.

CAPELLI

- Se volete evitare la calvizie tagliate i capelli durante la luna nuova.
- Un capello sulla spalla preannuncia l'arrivo di una lettera.

CAPODANNO

- Porta fortuna incontrare una persona di sesso opposto la mattina di capodanno, è presagio di guai vedere invece un cavallo bianco (per la verità non è cosa facile, a meno di abitare vicino ad un maneggio!).
- Gli oggetti buttati dalla finestra rappresentano le preoccupazioni e gli affanni di cui ci si vuole liberare.
- Mangiare lenticchie, uva o datteri, la notte di San Silvestro, vuole dire propiziarsi certamente la fortuna economica durante l'anno.

CAPPELLO

- Porta male posarlo sul letto.

CUCCHIAIO

- Porta sfortuna tenerlo con la mano sinistra.

CUCULO

- Se udite il canto del cuculo, afferrate in fretta tutto ciò che in quel momento è ai vostri piedi e portatelo addosso per un po' di tempo:vi porterà fortuna.

FAGIOLO

- Nell'antichità simboleggiava l'immortalità per la sua proprietà di conservare a lungo la forza vitale e di riacquistare freschezza se immerso in acqua.
- Le fanciulle greche e le matrone romane indossavano collane o bracciali con ciondoli a forma di fagiolo. Si riteneva che questo piccolo oggetto fosse sufficiente per ottenere ricchezze e amore.

FERRO DI CAVALLO

- E' un segno di fortuna trovarne uno: va appeso in casa.

FIAMMIFERO

- Porta sfortuna utilizzare in tre lo stesso fiammifero.

FIENO

- Se vedete un covone di fieno, prendetene un filo ed esprimete un desiderio: sì avvererà.

FORBICI

- Se cadono a terra, prima di raccoglierle, posatevi il piede sopra per annullare il cattivo presagìo.
- Se cadendo, una delle lame si conficca nel terreno è presagio di morte.
- Portano, invece buono se tenute appese al muro.

GABBIANO

- Porta sfortuna ucciderne uno.

GALLO

- Se canta prima di mezzanotte preannuncia cattivo tempo,

GAZZA

- Porta male vedere al mattino a digiuno una gazza.
- Vedendo uno stormo di gazze piegare verso sinistra la giornata sarà felicissima, se lo stormo va a destra il giorno sarà negativo.
- Un innamorato che dovesse vedere una gazza ha poche possibilità di successo con la sua ragazza.

INCROCIARE

- Scarpe, posate o altri oggetti porta sfortuna, perché, in epoca medioevale, erano considerate un'offesa alla Croce di Cristo.

LETTO

- Porta male scendere dalla parte sinistra, in quanto ritenuta la parte di Satana.

NEONATO

- Non va mai baciato sul collo, altrimenti perde il sonno.

NUBILI

- La notte dell'Epifania devono lanciare le scarpe verso l'uscio di casa: se le punte sono rivolte verso l'uscio, si sposeranno entro l'anno.
- Una sarta che sia ancora in attesa dell'anima gemella, potrà mettere due o tre capelli della sua chioma nell'orlo dell'abito da sposa che le capiterà di cucire: si sposerà anch'ella entro l'anno.

OLIO

- Versarlo è segno di malaugurio.

OMBRELLO

- E' presagio di sventura aprirlo in casa.

PANE

- Posto a rovescio sulla tavola, porta carestia.

PETTINE

- Se vi cade di mano mentre vi state pettinando, qualcuno che vi vuole bene vi sta pensando.

PIOGGIA

- Porta fortuna camminare sotto la pioggia. Un vecchio proverbio dice: "Sposa bagnata, sposa fortunata".

PISELLI

- Sono il simbolo della felicità e della fortuna. Nell'antichità, con i loro fiori si intrecciavano coroncine da offrire alle spose.

QUADRI

- Non andrebbero mai appesi alle pareti quadri raffiguranti uccelli: portano sventura.
E' di malaugurio un quadro che cade.

QUADRIFOGLIO

- Arreca fortuna e felicità ma non lo si deve cogliere, basta guardarlo e toccarlo.

RAGNO

- Vedere un ragno di sera è segno di bel tempo.
- Porta sfortuna uccidere un ragno di notte o al mattino.

SALE

- Anticamente era simbolo di amicizia, tanto è vero che si poneva una coppa di sale davanti ai commensali.
- Un giorno, sembra che un invitato abbia inavvertitamente fatto cadere la coppa sul tavolo, suscitando l'ira del padrone di casa il quale, sguainata la spada, uccise il poveretto.
Pare che questo episodio abbia fatto nascere il detto che versare il sale porti sfortuna.
- Se viene rovesciato sulla tavola prendetene un po' e lanciatelo dietro la spalla sinistra.

SCALA

- Porta sventura passare sotto una scala perché, formando un triangolo, è simbolo della Trinità e passarci sotto è una grave mancanza di rispetto
- Se una nubile passa sotto una scala aperta o appoggiata al muro non si sposerà.
- Se inciampa, invece sui gradini di una scala, convolerà presto a nozze.

- Se si inciampa scendendo, è presagio di perdita di denaro.

SCOPA

- Se con la scopa toccate i piedi di una nubile, questa non si sposerà.
- E' segno infausto spazzare il pavimento prima dell'alba e dopo il tramonto.

SEDANO

- Negli orti dei Greci e dei Romani non mancava mai.
- La pianta di sedano, infatti, aveva la funzione di allontanare le potenze del male.

SOLDI

- Trovare una moneta porta fortuna: conservatela.
- Sono di felice augurio i soldi bucati, le monete coniate negli anni bisestili e quella vaticane che portano l'anno del Giubileo.

SPECCHIO

- Romperlo preannuncia sette anni di guai.

SPILLA

- Se ricevete in regalo una spilla, un temperino o qualsiasi oggetto appuntito, pungete con essi il vostro donatore, oppure regalategli una simbolica monetina.
Se non lo fate, rischierete di troncare il rapporto di amicizia.

SPILLO

- Se ne vedete uno per terra, raccoglietelo,la fortuna vi sorriderà per tutto il giorno.
- Non chinatevi però mai a raccogliere gli aghi, portano sfortuna.

SPUTO

Anticamente sì aveva l'abitudine di sputarsi tre volte sul petto per allontanare qualsiasi maleficio.
Ancora oggi, i corridori si fanno sputare sulla schiena dai loro meccanici, prima dell'Inizio della corsa.

STELLE

- Vederne cadere una è di buon auspicio, esprimete un desiderio!

SUORE

- Pare che vederne tre o quattro unite porti male.

UOVA

- Non gettate mai il guscio intero, ma spezzatelo per evitare che il demonio vi si annidi.

VENERDÌ

- "Né di Venere né di Marte, non si sposa non si parte, né si dà principio all'arte" consiglia un proverbio.
- Mai uscire di casa il venerdì notte: streghe e diavoli sono in agguato. Ma se proprio dovete farlo, strappate un pelo (possibilmente rosso) a una cane e conservatelo nel taschino.



































post di V.
08:54 / p-link / / commenti (6)

venerdì, settembre 17, 2004

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UN SITO DA VISITARE

http://ilmarchese.splinder.com/

post di V.
08:30 / p-link / / commenti

giovedì, settembre 16, 2004

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OGNI TANTO SI LEGGE ANCHE QUALCHE BUONA NOTIZIA. Da WWW.libero-news.it
Berlino proibisce il congresso di islamici radicali
BERLINO - Un convegno islamico antisemita e contro la presenza americana in Iraq - annunciato via internet per i primi di ottobre a Berlino - suscita polemiche in Germania. Il ministro degli interni Otto Schily ha fatto sapere che intende impedirne lo svolgimento. L’annuncio risale a un paio di giorni fa, quando appare in Rete la comunicazione che dall’ 1 al 3 si svolgerà il “ Primo congresso arabo e islamico in Europa”. L ’ annuncio aveva suscitato timori per la sicurezza nella capitale. Il centro Simon Wiesenthal e l’opposizione cristiano democratica avevano chiesto al ministro degli interni federale di interven i re . « Farò per parte mia il possibile per impedire che questo congresso si svolga » , ha detto ieri Schily precisando che darà pieno sostegno alle autorità del Land di Berlino. Su internet i promotori indicavano come tema principale del congresso la resistenza all’occupazione di Israele della Palestina e degli Usa in Iraq. In messaggi online si parlava petaltro di « terrore americano e sionista » e si lanciavano appelli alla resistenza. Gli organizzatori del congresso contano su una partecipazione di 500 fino a 800 persone. Schily ha detto che « esistono informazioni » sulle persone collegate al congresso e che le forze di sicurezza stanno indagando sul movente della riunione.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

post di V.
16:43 / p-link / / commenti (9)

giovedì, settembre 16, 2004

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Da www.giornale.it

Ma ditemi, servono queste cose????? E' una domanda seria.

Oggi lo sciopero della spesa

L’intesa dei consumatori ha proclamato per oggi, giovedì 16 settembre, una giornata di sciopero della spesa per potestare contro il carovita.

Ma non tutti sono d’accordo. Per i Consumatori Indipendenti, per esempio, quella dello sciopero è un’arma spuntata. meglio puntare sull’autotutela. Per questo l’associazione ha deciso di diffondere
il “Libro Bianco sulle politiche del Governo per il contenimento di prezzi e tariffe”, curato da Consumatori Indipendenti (Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori).
Il “Libro bianco” raccoglie le iniziative promosse dal Governo per il contenimento in generale di Prezzi e Tariffe, nel settore della concorrenza, della distribuzione commerciale, dei carburanti, dei premi r.c. auto, del costo delle locazioni, delle tariffe professionali, del costo di farmaci e cure sanitarie, del controllo dei prezzi.
Le Associazioni aderenti a Consumatori Indipendenti non aderiscono allo “sciopero della spesa” ritenendolo un’arma spuntata che non ha prodotto finora alcun risultato, e invitano i cittadini a forme di sensibilizzazione sul problema prezzi & tariffe, adottando comportamenti di acquisto critico e responsabile. A tal proposito verranno distribuito nelle principali città migliaia di copie del vademecum sulla “spesa intelligente, spesa conveniente”.
In particolare, domani dalle 14.00 alle 17.00 i cittadini potranno ritirare la Guida “50 consigli per spese convenienti” in distribuzione presso le sedi nazionali delle associazioni dei Consumatori Indipendenti (Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori).
La guida, che può essere anche richiesta alle sedi locali contattando il numero verde 800.090176, contiene informazioni utili per orientare i consumatori ad una spesa attenta e consapevole in un momento in cui il caro-vita mette a dura prova i salari dei cittadini.

Ecco di seguito la guida allo sciopero della spesa stilata dall’Intesaconsumatori:

ACQUISTI E SPESE CHE POSSONO ESSERE EVITATI
(con conseguente risparmio)
• evitare di fare la colazione al bar. Prepararsi la colazione comodamente a casa;
• evitare di ordinare bevande al bar o a domicilio dall’ufficio: portarsi da casa un termos o una bottiglia grande di acqua;
• utilizzare il telefono cellulare o quello fisso solo per le chiamate urgenti e indispensabili;
• portarsi il pranzo e la merenda direttamente da casa, senza acquistarlo fuori;
• evitare di prendere il taxi;
• utilizzare i mezzi pubblici per gli spostamenti o, ancor meglio, usate la bicicletta;
• per i brevi tragitti è meglio andare a piedi, camminare è un’attività piacevole e salutare;
• preferite l’acqua di rubinetto alle altre bevande;
• non spedire sms dal cellulare;
• limitare l’utilizzo di internet alle attività strettamente necessarie;
• non acquistare sigarette e non fumare per un giorno, ne gioverà la vostra salute;
• non andare dal parrucchiere, shampoo e acconciatura possono essere fatti anche a casa;• non effettuare operazioni in banca se non strettamente necessarie;
• se girando per negozi trovate un paio di scarpe, una maglietta o un qualsiasi altro oggetto di vostro gradimento astenetevi dal comprarlo;
• non andare al cinema o a teatro: meglio vedersi un bel film alla tv o una videocassetta o un dvd già acquistati;• non andare a cena al ristorante: mangiare a casa e se si ha voglia di uscire fare una semplice passeggiata per le vie della città;
• non andare in discoteca o in locali: passate una serata in casa di amici, oppure in compagnia della famiglia o del partner;• limitare al massimo durante il giorno l’uso di apparecchiature elettroniche (impianto hi-fi, televisore, luce, ecc.) e leggersi un buon libro.

ACQUISTI O SPESE CHE POSSONO ESSERE ANTICIPATI O RITARDATI
• acquistare il giorno prima i biglietti dell’autobus;
• beni essenziali come pane, acqua, latte e farmaci possono essere acquistati il 15 settembre, idem per i prodotti per neonati;
• lettere e raccomandate, se possibile, spedirle o il giorno prima o il giorno dopo.

GUIDA ALLO SCIOPERO DELL’AUTO
Per il 16 settembre Intesaconsumatori ha indetto anche lo sciopero dell’auto per protestare contro il caro-benzina che da 9 mesi sta falcidiando i redditi degli automobilisti. Ecco alcuni consigli per aderire al meglio allo sciopero:
- il 16 settembre evitate di prendere l’automobile;
- per recarsi al lavoro scegliere mezzi di trasporto alternativi;- preferire i mezzi pubblici come bus, metro e autobus, ricordandosi di acquistare il giorno prima il biglietto








































post di V.
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mercoledì, settembre 15, 2004

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POETI DEL CAZZO

Momento ad alto tasso erotico e basso tasso culturale. Ovvero il peggio offerto dalla rete e da me carpito et QUIVI riprodotto.

Anzi...riproduco il link, così non si scompensa nessuno.

Trattasi di materia ESTREMAMENTE volgare, da leggersi in chiave goliardica e per riderci su'.

Astenersi puritani.

Astenersi vergini.

http://www.ishtal.com/Tre.html

post di V.
22:09 / p-link / / commenti (4)

mercoledì, settembre 15, 2004

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DAL SEMPRE EGREGIO PAOLO, DI   HTTP://Iloveamerica.splinder.com

LASCIAMOLI IN PACE ?

Più in basso troverete un link ad un video che mostra tre donne frustate, poi avvolte in un lenzuolo bianco e semisepolte, vive,  per terra, ed infine lapidate. Pratica dell'Afghanistan talebano, dell'Iran (due settimane fa tale sorte è stata subita da una ragazza di sedici anni per atti contrari alla castità), nonchè di alcuni paesi africani benedetti dalla civilizzazione islamista. Conviene sopportare il lungo discorso in arabo per i primi 3 minuti e vedere il seguito, preferibilmente in dsl. Qui il video ospitato in un sito gestito da ex musulmani, che consiglio di leggere.

Questa cultura che compenetra religione e stato dura da quattordici secoli. Quattordici secoli colmi del dolore comminato lentamente a milioni di individui ingannati da un falso credo e martoriati dalle sue regole. C'è qualcuno qui in occidente che vuole far credere che "volere la pace" significhi  lasciarli continuare. Poi si spaccia per moralmente superiore.

Aggiungo un elenco di siti gestiti da ex-musulmani.

http://www.secularislam.org/

http://www.faithfreedom.org/

http://www.middleastwomen.org/

http://www.apostatesofislam.com/

http://www.mukto-mona.com/

http://www.homa.org/

http://www.ladeeni.net/english.htm

http://taslimanasrin.com/

http://www.muslimsandislamic.faithweb.com/

http://www.geocities.com/freethoughtmecca/

http://exmuslim.com/

http://www.islamreview.org/

http://www.shoebat.com/

http://www.noniedarwish.com/

http://www.murtadd.org/

http://www.webspawner.com/users/hfali1/

http://www.knowislam.info/

http://www.geocities.com/ibn_rushd2

http://www.ampbreia.com/

Paolo

posted by IloveAmerica | 12:16 |







































post di V.
12:17 / p-link / / commenti (61)

mercoledì, settembre 15, 2004

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Questo folle sentimento...

- Momento romantico, fase II -

Il camerata Lucio cantava per noi...

Che cosa c'é
negli occhi tuoi
negli occhi miei
che cosa c'è.
Io lo conosco
questo momento
la voce del vento
cresce dentro di me.
La musica suona
io non la sento
la gente balla
io non 1a vedo.
La luce è rossa
la luce è gialla
diventi bella
sempre di più
sempre di più
sempre di più
sempre di più
sempre...

Ah l'amore
questo folle sentimento che
ah l'amore
più lo fuggo e più ritorna da me
e stavolta ha il tuo volto perché
io mi sto innamorando di te
di te.

Quando ti ho visto
già lo sapevo
cosa accadeva
io già, lo sapevo.
A cosa serviva
cercar di fuggire
tanto valeva
lasciarci cadere.
E adesso son qui
pazzo di te
desidero te
e nient'altro che te.
La luce è rossa
la luce è gialla
diventi bella
sempre di più
sempre di più
sempre di più
sempre di più
sempre...

Ah l'amore
questo folle sentimento che
ah l'amore
più lo fuggo e più ritorna da me
e stavolta ha il tuo volto perché
io mi sto innamorando di te
di te.

























































post di Masterofpuppets
11:44 / p-link / / commenti (11)

martedì, settembre 14, 2004

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MOMENTO ROMANTICO: I DIABETICI E COLORO CHE SI TROVANO IN DIETA IPOCALORICA SONO PREGATI DI CAMBIARE CANALE.

POESIA DEDICATA: A TE

 

POESIA D'AMORE (A. Gatto)

Le notti d'estate

che nulla muove oltre il chiaro filtro dei baci,

il tuo volto

un sogno nelle mie mani.

 

Lontano come i tuoi occhi

tu sei venuto dal mare,

dal vento che pare l'anima.

 

E baci perdutamente

sino a che l'arida bocca

come la notte e' dischiusa,

portata via dal suo soffio.

 

Tu vivi allora! Tu vivi!

Il sogno ch'esisti e' vero!!

Da quanto t'ho cercato.

 

Ti stringo per dirti che i sogni

son belli come il tuo volto,

lontani come i tuoi occhi.

 

Ed il bacio che cerco e' l'ANIMA.

 

post di V.
22:01 / p-link / / commenti (2)

martedì, settembre 14, 2004

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post di V.
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martedì, settembre 14, 2004

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IL DIRITTI DI ESSERE O NON ESSERE PADRE

Mi sono ritrovata ieri sera a parlare con una persona che mi sta a cuore di problemi che i padri separati sperimentano soprattutto in relazione alle questioni di affidamento della prole.

Il discorso mi ha riportato alla memoria qualche cosa di cui avrei voluto parlare da tempo e che all'argomento  e' solo correlata.

Quando si parla in generale di maternita' la legge del nostro Stato e' di tutela quasi totale (scusate il gioco di parole) della madre e del nascituro...o forse dovrei dire del nascituro e della madre.

Di fatto pero' e' solo la futura mamma la persona che puo' decidere cosa ne sara' del feto che porta in grembo. Questa tutela garantita dalla legge poteva avere un senso in tempi passati quando le donne non avevano e non godevano ancora appieno degli stessi diritti dei lor signori uomini e la tutela era non solo auspicabile ma necessaria.

Nel 2004 mi domando: e' giusto obbligare un uomo a diventare padre???? E' giusto che solo la donna abbia la possibilita' di scegliere se diventare madre o no, a volte anche senza darne comunicazione al compagno?

Esempio: se una donna rimane incinta e decide di abortire senza dire nulla al compagno, dove sono tutelati i diritti di questo uomo supponendo che egli volesse invece diventare padre?????

Dove sono tutelati i diritti di un uomo a NON voler diventare padre quando la sua compagna lo obbliga ad assumersi delle responsabilita' che egli non si sente ancora pronto ad assumersi????

Si potrebbe obiettare che il sesso si fa in due e che una volta combinato il danno bisogna "pagare". Il "danno" si fa sempre in due e dovrebbe esserci la possibilita' di scelta per entrambe. L'uomo che non volesse diventare padre non dovrebbe assolutamente essere obbligato in tale senso dalla legge, ne' a vincoli materiali (mantenimento), ne' a vincoli morali (cura ed affetto...che comunque non ci sarebbero appieno) così come non e' interpellato se la donna decide di abortire. In questo caso infatti, se volesse avere suo figlio ed occuparsene ed amarlo, che diritti avrebbe??? Che modo per OBBLIGARE la sua compagna ad avere un figlio???? Nessuno.

La legge tutela il nascituro, e' vero.E le leggi non sono mai perfette. Vorrei pero' capire se esiste un modo per tutelare anche questi poveri uomini che ormai, fatemelo dire, mi sembrano un po' poco tutelati dalle leggi quando si tratta di paternita'.

Stesso discorso per l'affidamento della prole in caso di separazione. Qua si aprirebbe un altro discorso pero'....ed attendo contatti con un'associazione di padri separati prima di approfondire l'argomento.

post di V.
11:46 / p-link / / commenti (6)

martedì, settembre 14, 2004

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"Cazzo, ma quanti minchia di addii devi fare per levarti dai coglioni? Fuori dal cazzo, vai a trovare ziopepi e compagnia...ti auguro di rivivere una primavera dei sensi, col manganello fascista ( l'attrezzo di carne dei camerati non è adeguato)"

Grazie a questo commento qua sopra ho cambiato idea e deciso di rimanere in Splinder...fosse solo per fare un dispetto a te, caro TINSULTO...magari potresti levarti dai coglioni tu......anzi...da ora in poi vedro' di fare in modo che tu ne abbia voglia....

post di V.
00:52 / p-link / / commenti (9)

lunedì, settembre 13, 2004

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ULTIMO POST SU SPLINDER, per TE.

Un fine settimana di quelli che non si possono scordare e rimangono impressi nella memoria, indelebili, fino alla fine dei tempi, fino a che ce n'e'.

Immagini in sequenza, come un film, emozioni come pioggia scrosciante, su tutto il corpo, dentro al cervello, dentro al cuore....attanagliato ad un sorriso fatto di occhi che brillano e fossette dolci che sono come piccoli dolori se ci si ripensa quando si e' lontani.

Oggi e' un po' di malinconia a stringere il cuore eppure mi sorregge questa piena di emozioni. Da una voce al telefono, ad un'auto sotto casa, un sogno che ne scende, che si avvera.......e poi le scale, quel sorriso, maledetto sorriso!

Rose rosse ed imbarazzi, normali, quasi scontati, che ci tengono lontani, per le prime ore, per poco, fino a capire che la persona che abbiamo di fronte e' reale, e' vera, e' davvero QUELLA persona che per tanti, tantissimi giorni ci ha tenuti incollati ad un filo di speranza e di paura. Speranza che fosse proprio vera e paura di ritrovarsi di fronte ad una realta' peggiorativa.

Si apre una porta e ci si ritrova di fronte ad un sogno ed il sogno diventa realta' e tutto si concretizza nella piu' bella favola mai sentita.

E poi ancora....ancora fiumi di emozioni che salgono, tolgono il respiro, mettono in affanno, fanno crollare ogni piu' piccola difesa fino a farti sentire nuda, anche se sei completamente vestita.

Occhi che parlano e bocche chiuse...occhi che sorridono, esprimono sentimenti e dicono piu' di mille parole.

Attimi di incomprensione...forse qualcuno....per paura.....per troppi anni di chiusura...e poi la calma e la serenita' di una conferma, del sapere che c'e' qualcuno come noi, con gli stessi intenti, le stesse emozioni, gli stessi desideri.

E non sentirsi piu' soli, neppure a centinaia di chilometri di distanza.

Da una canzone degli Stadio affiorano parole che ora voglio dedicarti:

....C'e'
un po' del tuo profumo
dentro il mio maglione
se non lo lavo resta qua.....


....C'e'
che non riesco a fare
quello che ho da fare
non lo so ancora
e resto qua.....


.....E poi che c'ho il raffreddore
se no sentirei
anche le parole
e che la macchina e' rotta
se no se no verrei
dritto da te.....


.....C'e'
che basta il tuo profumo
per farmi intrappolare
come scappare non lo so.....


.....fortuna che ho il raffreddore
se no sentirei anche la tua voce
e che la macchina e' rotta
se no verrei......dritto da te.... 

.....Fortuna che ho il raffreddore
se no sentirei
anche le tue mani
che la macchina e' rotta
se no verrei.....dritto da te.....






























post di V.
19:01 / p-link / / commenti (9)

venerdì, settembre 10, 2004

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CONTO LE ORE,I MUNUTI, I SECONDI....... HO I NERVI A FIOR DI PELLE E MI SEMBRA CHE MI MANCHI IL FIATO.......DIOMIO CHE EFFETTO.......PEGGIO DI UNA DROGA.....

 

SU ALTRI FRONTI, STO PER EMIGRARE AD UNA NUOVA BLOGSFERA DOVE LA CENSURA ATTUATA DA SPLINDER ANCORA NON ESISTE.

CHE TEMPI! SEMBRA DI ESSERE TORNATI AL MEDIOEVO. VIETATO PARLARE, VIETATO ESPRIMERE OPINIONI CONTROCORRENTE MA SOPRATTUTTO VIETATO ESSERE FASCISTI.

ODIO LA CENSURA IN OGNI SUA FORMA E SONO PER LE LIBERTA' ASSOLUTE, QUANTO MENO DI PAROLA.

CENSURA DEL CAVOLO.

VI DIRO' PRESTO DOVE POTRETE RITROVARMI.

NEL FRATTEMPO MI STO SALVANDO TUTTI I POST DEL PASSATO PER NON PERDERE "MEMORIA"

 

VIVA LA LIBERTA'.

post di V.
12:19 / p-link / / commenti (33)

mercoledì, settembre 08, 2004

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LIBRI GIALLI

Una delle mie tante passioni e' la lettura in generale. Tra gli svariati libri letti c'e' anche un certo numero di gialli. Dai "classici" di Agatha Christie e Sir Arthr Conan Doyle ad autori meno conosciuti ma non per questo meno interessanti. Uno dei miei favoriti in assoluto e' S.S. Van Dine che ha scritto pregievoli libri gialli in cui il detective Philo Vance, personaggio decisamente fuori dalle righe, ricorda per intelletto Hercules Poirot ma e' decisamente dotato di maggiore prestanza fisica ed e' piu' giovane dell'eroe della Christie.

In genere quando leggo un libro mi piace sottolineare ed estrarre le frasi che mi colpiscono radunandole in un quadernone (ormai sono due) per rileggermele di tanto in tanto, via via che il tempo passa, e vedere che "nuovo" effetto hanno su di me alla luce del tempo e delle esperienze vissute.

Qualche giorno fa ho riaperto il mio quadernone dei ricordi (che chiamo DIARIO DI VIAGGIO) e mi sono riletta un pensiero che l'autore S.S. Van Dine fa esprimere al suo adorato Philo Vance.

Eccola qua:

" Da un parametro di LONGFELLOW: tutte le cose si risolvono per colui che sapra' aspettare. Falso (dice Philo) ma consolante. Milton lo disse molto meglio e Cervantes uso' un'ottima frase, ovvero: ABBI PAZIENZA E RIMESCOLA LE CARTE...........una cosa e' certa, la pazienza e' l'ultima risorsa, la si adotta quando non c'e' niente altro da fare. Tuttavia, come la virtu', essa premia chi la pratica. Di regola, pero', lo ammetto, essa e' inutile, come la virtu'.......VALE A DIRE CHE PREMIA SE STESSA."

post di V.
14:41 / p-link / / commenti (26)

mercoledì, settembre 08, 2004

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CHOCOLATE SWEETNESS, PART II

Per continuare il trend di ieri mi sono inventata una variante del dolce Chocolate Sweetness

Per chi lo puo' mangiare la ricetta e' la seguente:Un cuore di marmellata, coperto da due strati di pan di Spagna al cioccolato, un tocco di vaniglia, zucchero, burro, alcool.

Glassa di cioccolato, piccoli disegni di panna ed al centro una ciliegina rossa.

Così vedo il mio dolce di cioccolato....quando penso a te....

post di V.
13:13 / p-link / / commenti

martedì, settembre 07, 2004

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Chocolate sweetness - il dolce (proprio come te)

(una canzone mi ha fatto pensare al mio lui e buttare giu' queste due righe sceme, tutte per F. e tutte spontanee.....)

Disordini mentali mi conducono a te, scie di pensieri confondono la mia percezione e ti posso gustare, come se fossi un dolce, la mia Chocolate Sweetness.

Un morso e mi sento inebriata, ammaliata dal tuo tocco di vaniglia mista a rum...la calda scia dell'alcool passa attraverso la gola, dritta verso le mie parti piu' profonde, proprio come te.

Briciole di estasi sul palato....ecco! Adesso sento il cioccolato!...sulla lingua, quasi confortante.

E' un dolce amaro che mi coccola, l'asprezza ed insieme il fuoco dell'alcol e la dolcezza e la calma del cioccolato, proprio come te.

post di V.
19:09 / p-link / / commenti (10)

martedì, settembre 07, 2004

...

Heaven Is A Place On Earth

by Bangles (dedicated)

chorus
ooh baby do ya know what thats worth
ooh heaven is a place on earth
they say in heaven
'love comes first'
well make heaven
a place on earth
ooh heaven is a place on earth

When the night falls down
I wait for you and you come around
And the worlds alive
With the sounds of kids on the street outside
When you walk into the room
You pull me close and we start to move
And we're spinning with the stars above and you lift me up
In the world above

[chorus]

When I feel alone
I reach for you and you bring me home
When I'm lost at sea
I hear your voice and it carries me 
In this world we're just beginning
To understand the miracle of living
Baby I was afraid before I'm not afraid anymore...

[chorus]

heaven..
heaven..
heaven..

In this world we're just beginning
to understand the miracle of living
baby I was afraid before, I'm not afraid anymore

heaven..

[chorus]

ohh heaven is a place on earth

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17:36 / p-link / / commenti (7)

martedì, settembre 07, 2004

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SEMPRE PER LA SERIE "SE LI CONOSCI LI EVITI"

Pubblico a stralci alcune significative sure del Corano.

Partirei con una sura SOFT, dove traspare il cardine della religione Islamica, l'UGUAGLIANZA

Tratto da

Sura IV

An-Nisâ'

(Le Donne)

Post.-Eg. n.92, di 176 versetti

Il nome della sura deriva dal vers. 1

versetto numero 34:

34 Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono ( N.d.r.  OBBEDISCONO????????????? LEGGO BENE NO??????), non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande

apprezziamo, nella parte sottolineata, il fine principio di uguaglianza di uomini e donne davanti a dio....


post di V.
12:58 / p-link / / commenti (12)

martedì, settembre 07, 2004

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AVVISO AI NAVIGANTI

Entrando in alcune pagine di Splinder, scopro stamani anche sulla mia, si rende attivo un COOKIE che fa partire in automatico il download di un programma dialer.

Per disabilitarlo andare sulla barra di stato di Explorer, scegliere STRUMENTI, ELIMINA COOKIE. Chiudere la finestra del dialer.

Sto scrivendo alla redazione di Splinder per verificare il perche' di questo cookie. Se non lo hanno messo loro ed e' uno scherzetto di qualcuno questo qualcuno sappia che gli scherzetti si pagano. Almeno da queste parti.

PACE E BENE ALL'ANIMACCIA DE LI MORTACCI TUA.

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11:39 / p-link / / commenti (6)

martedì, settembre 07, 2004

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INUIT

Leggo su PANORAMA della scorsa settimana un articolo sugli INUIT di Groenlandia, popolazione di eschimesi che popola il continente ghiacciato.

Il tema dell'articolo si basa sul punto centrale delle difficili condizioni di vita di questa popolazione che passa la maggior parte dell'anno sotto lo zero e sotto la neve e per la quale l'estate non c'e' mai.....neppure la primavera a dire il vero visto che, quando va bene, il termometro non riesce a superare quasi mai i 10 gradi. Questa popolazione, stando all'articolo, vive un momento storico difficile. Numerosi suicidi fanno pensare ad una malessere di vita generale e radicato che in qualsiasi altra civilta' occidentale farebbe gridare alla tragedia.

Vivere da Inuit non e' facile. Poca varieta' di cibo (quasi solo pesce), poca varieta' di flora (praticamente nessun albero e scarsa vegetazione), poca varieta' di paesaggio e la sensazione di essere "confinati" in una terra dimenticata dal mondo, poca popolazione, sempre le stesse facce, problemi nella stessa riproduzione, insomma, un disastro. E gli Inuit di Groenlandia si suicidano in un numero sempre piu' preoccupante.

Gli Inuit li ho conosciuti ed incontrati anni fa in occasione di un lungo viaggio in territorio canadese.

Non esistono infatti solo gli Inuit di Groenlandia. Per ovvie ragioni geografiche questa popolazione ha colonizzato anche il nord del Canada, stato da cui ha anche ottenuto in "gestione" la regione del Nunavut, estremo nord Canadese. Paesaggi spettacolari che tolgono il respiro, terre ghiacciate ma ricche di fascino.....per un turista......viverci e' un'altra cosa. Il paesaggio ghiaccia anche l'anima e rende tutto sospeso nel tempo, come in attesa di qualche cosa, un evento X , che accadra' e cambiera' tutto. Il problema e' che non succede mai.

Tutto quel bianco abbaglia, fa perdere il senso dell'orientamento e fa sentire come smarriti.

Gli Inuit no. Loro sono abituati da secoli a questo paesaggio tragicamente bello ed inospitale contro il quale combattono per sopravvivere ma che non abbandonerebbero per nulla al mondo. Gli Inuit canadesi sono diversi da quelli Della Groenlandia pur appartenendo allo stesso ceppo d'origine.

Sono arrivati in questoi territorio secoli fa, probabilmente popolazioni di origini russo/mongole che, attraverso lo stretto di Bering, sono giunte fino all'Alaska, al Canada, alla Groenlandia.

Gli Inuit canadesi tengono molto alla loro appartenenza, hanno una cultura forte e ben marcata e sebbene la vita sia dura nel territorio del Nunavut hanno lottato perche' gli venisse riconosciuta l'indipendenza.

Esprimono un'arte fantastica, fatta di paesaggi magici, statue rappresentativa della natura, degli animali e della difficile vita in mezzo ai ghiacci.

A Quebec City, nel Quebec, c'e' un meraviglioso museo che ne raccoglie le forme d'arte e visitarlo e' stato come entrare in quel "regno" magico che fa di questa popolazione qualcosa di unico. Le maschere tribali, gli orsi rappresentati in ogni manifestazione, le statuine degli animali, le scene di vita quotidiana......e' come perdersi in un sogno. Riemergere e' stato difficile.

Certo questa popolazione vive in condizioni estreme e con enormi difficolta'. I casi di alcolismo sono numerosissimi e fortunatamente quelli di suicidio ancora pochi nel Nunavut, rispetto alla popolazione locale.

Se tu pero' chiedi ad un Inuit "Lasceresti la tua terra per vivere in condizioni migliori??". Ti risponde "NO", secco, senza troppe spiegazioni.

Quando l'ho chiesto e mi e' stato risposto in questo modo la prima sensazione e' stata di sgomento. Come e' possibile? Mi ha guardato a lungo, come per cercare di capire il mio smarrimento di fronte al rifiuto delle comodita'........e mi ha sorriso. Ed ho capito....questo popolo vive il destino in maniera diversa dalla nostra. Per loro e' ineluttabile, si deve seguire il "corso" della vita e combattere per sopravvivere. Sono senza dio queste donne e questi uomini......eppure......

 

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lunedì, settembre 06, 2004

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Non volevo parlarne.....ho contato fino a 10.000, mi sono fatta tisane rilassanti, ho acquistato una capacita' meditativa Zen che farebbe invidia. Tuttavia, dopo due giorni di silenzio, tutto il mio esserino misero si ribella ed eccomi qua...

LO SFOGO

Odio i musulmani, moderati e non moderati, tanto non c'e' nessuna differenza. Quelli non moderati agiscono, quelli moderati li sostengono anche indirettamente.

Li odio profondamente solo a seguito di questa strage di bambini perche' quando si toccano i bambini, per definizione innocenti, si raggiunge un livello di bassezza tale che si puo' essere paragonati solo alle bestie, a certe bestie, neppure a tutte.

Prima li disprezzavo, ora li ODIO.

L'AUGURIO

Auguro a tutti coloro che sono musulmani moderati o NON musulmani ma sostenitori dei "poveri" islamici direttamente o indirettamente tramite solidarieta' o semplice appoggio intellettivo di perdere uno o piu' familiari in un bell'attentato o una bella strage compiuta da questi infami paladini di Allah. Gli auguro di provare le sofferenze che il dio Allah impone sulla loro stessa pelle e di soffrire le pene di quell'inferno di cui tanto hanno paura e nel quale presto ci ritroveremo se questa civilta' occidentale non si sveglia e comincia a ribellarsi alla mezza luna d'oriente.

Auguro a tutti coloro che sostengono che le regioni Islamiche d'riente sono state la culla dell'umanita' che tutta la civilta' ellenica e romana sorga dalle tombe e gli vada a tirere i piedi di notte, mentre dormono, facendogli venire infarti a profusione.

LA SPERANZA

Spero che persone piu' pacate di me e maggiormente dotate di intelletto si mettano SERIAMENTE a tavolino per decidere QUALE futuro vogliamo dare alla nostra civilta' occidentale prima di farla martoriare ancora da questo branco di cani figli di Allah maledetti che hanno nel cuore solo odio e violenza.....si, anche quelli moderati che impongono i veli alle loro donne e le considerano alla stregua di bestie, battono i loro figli quando e come ne hanno voglia fomentando violenza all'interno dei loro stessi nuclei familiari.

IL DESIDERIO

Non essendo una pacifista di grido che, seguendo la moda, sventola le belle bandierine arcobaleno delle comunita' dei gay, desidero ardentemente che una qualche forma di pestilenza biblica si abbatta su queste popolazioni mediorientali. Mi sembrerebbe un'ottima risposta del fato di fronte a questi folli che non riescono a fermarsi proprio davanti a nulla, neppure davanti allo sguardo impaurito ed indifeso di un bambino.

post di V.
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venerdì, settembre 03, 2004

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Un’inchiesta su una strage partigiana che nulla ebbe di politico

In rete dal 3 giugno 2004

Si sapeva, si è sempre saputo, che un buon numero di trucidati in Italia dopo il 25 aprile 1945 erano persone che non avevano fatto male a una mosca, semplici fascisti un buona fede, e talvolta neppure fascisti, ma magari vicini di casa scomodi, o facoltosi possidenti la cui ricchezza dava fastidio all’invidioso. Questa volta, però, c’è una storia esemplare che mette i brividi. E’ la storia di nove galantuomini di Urgnano, piccolo paese alle porte di Bergamo, caricati su un camion la mattina di domenica 29 aprile 1945, portati in Questura a Bergamo e da qui, approfittando del fatto che il “questore della resistenza” era andato a farsi una mangiata, trascinati davanti al muro del cimitero, massacrati, depredati, sfigurati. La loro storia - che ha


veramente dell’incredibile nel porre in rilievo la ferocia bestiale che caratterizzò quelle giornate – ce la racconta Raffaello Brunasso, scrupoloso cronista e storico, che ha appena pubblicato da Mursia "Chi ha ucciso quei fascisti?" (166 pagine, € 13,20).
Prima osservazione: a Urgnano non era mai successo niente. Non una rappresaglia di tedeschi né delle Brigate Nere, non un atto di violenza, non una ricerca o una caccia ai disertori. Il merito? Di un personaggio ben voluto da tutti, l’imprenditore agricolo Giuseppe Pilenga, fascista sì, da sempre (oltreché valoro combattente della prima guerra mondiale), ma uomo generoso, di buon cuore, datore di lavoro per moltissimi giovani del paese. Tanto poco aveva da temere che, assieme al fratello Cipriano e a un gruppo di amici che avevano creduto, al pari di lui, a Mussolini e alla RSI, si presentò spontaneamente (si consegnò, si potrebbe dire) ai vincitori, o meglio a coloro che, sulla scia dei vincitori, avevano messo piede nei pubblici uffici: Comune, caserma dei carabinieri eccetera. Meno che in parrocchia. E difatti, nel libro rifulge la figura del parroco, don Vittorio Taramelli, il quale, informato che i fascisti presentatisi spontaneamente venivano strapazzati e malmenati all’interno della caserma (beninteso, piena di presunti partigiani dell’ultima ora, non certo di carabinieri), vi fece irruzione, afferrò per il bavero uno dei miserabili boia di provincia e lo sbatté contro un muro. Il vigliacco non ebbe il fegato di uccidere anche il prete.

E - per dirla tutta - ancora oggi non è possibile affermare, carte alla mano, che gli autori della strage siano stati lui e i suoi complici. Eppure, leggendo questo libro, interamente basato sugli atti giudiziari del tempo, sulle cronache dei giornali dell’epoca, sulle testimonianze, sui ricordi

dei sopravvissuti, restano ben pochi dubbi. I Pilenga erano benvoluti da tutta la popolazione per la loro generosità e laboriosità. Ma – scrive Brunasso – nel lontano 1926, un commerciante di vini, uomo violento e brutale, aveva aggredito, nell’osteria che gestiva, un cliente. Allo scopo di mettere a tacere la cosa dovette versare la somma di lire 4000 per beneficenza all’ospedale di Urgnano, del quale era presidente Giuseppe Pilenga. Ciò avvenne per intervento dell’allora segretario del Fascio Luigi Cristini. Ebbene, si dà il fatto che, all’indomani della "liberazione", il vinaio si ritrova capo del CLN di Urgnano e che, subito dopo l’uccisione dei fratelli Pilenga, del Cristini e degli altri sei urgnanesi fascisti, "si reca dai famigliari dei fratelli Pilenga e richiede la restituzione delle 4000 lire sotto minaccia di ulteriori, gravi rappresaglie".

Ecco poi comparire sulla scena un pregiudicato comune che aveva avuto con Cipriano Pilenga, nel 1938, una violenta lite passando a vie di fatto nei suoi confronti. Questo individuo, alla vigilia del 25 aprile, viene udito dichiarare che, appena fossero sopraggiunti gli Alleati, avrebbe saldato i

conti con i Pilenga facendoli uccidere. Alla faccia dei bergamaschi, vien da dire. E poi parlano dei siciliani! Per non dire di un altro dei presunti partigiani assassini che l’aveva a morte con uno dei fascisti poi assassinati "perché quest’ultimo, durante un allarme aereo, lo aveva invitato a spegnere le luci o a chiudere le finestre di casa".
Nell’interesse delle madri, delle vedove e degli orfani, un gruppo di avvocati sostenne che l’eccidio di Urgnano non doveva ricadere tra i reati beneficiati dall’amnistia Togliatti, che metteva in libertà fascisti e partigiani resisi responsabili di crimini commessi per fini politici sino al 18 giugno 1946. I fatti di Urgnano – secondo i legali – non avevano alcuna motivazione politica, ma soltanto motivazioni abiette: interessi, invidie, gelosie, vendette personali. Ciccia. Nella requisitoria del PM (aprile 1952) si legge testualmente che "…non si può non vedere nel gesto sanguinario compiuto dai partigiani di Urgnano il movente politico: erano i partigiani di Urgnano che mettevano a morte, sia pur ferocemente, i loro nemici presunti tali residenti in quella zona".
Allo stesso modo, il G.I. fece proprie le considerazioni allucinanti e contraddittorie ("gesto sanguinario") del PM e, il 12 maggio di quel 1952, emise una sentenza di non doversi procedere che si concludeva con questa frase: "La fucilazione dei nove suddetti individui fu certamente un fatto esagerato perché non avevano ricoperto cariche politiche elevate durante la ex RSI. E solo la frenesia sanguinaria e di vendetta politica che imperava nei giorni susseguenti alla Liberazione può spiegare ma non giustificare la predetta sommaria esecuzione (…) Tuttavia, poiché sono rimasti ignori gli autori del fatto, visti gli articoli eccetera eccetera eccetera, dichiara non doversi procedere per il delitto di cui in rubrica".
Quando avvenne la strage, Italo Pilenga, oggi apprezzato industriale tessile, aveva sette anni. Nella prefazione al bel libro di Brunasso scrive che, tra i nove assassinati, c’erano suo padre, due suoi zii e un cugino. Aggiunge che gli orfani furono ventuno. E parla a nome di tutti. Vale la pena di ascoltarlo, non foss’altro che per la pacatezza, e l’umanità delle sue parole: "Sono passati 59 anni da quel 29 aprile e ormai il tempo ha fatto probabilmente scomparire esecutori e mandanti. Se qualcuno è ancora in vita, se la deve vedere con la propria coscienza, perché la giustizia degli uomini, non solo in questo caso, ha fallito. Io e i miei fratelli, con i 21 orfani di allora, non pensiamo certo di far riaprire il processo, come avvenuto in altri casi per episodi di maggiore o minore crudeltà e vigliaccheria, commessi da persone di vario tipo e ideologia degli opposti schieramenti. Desidero però esprimere il mio profondo disprezzo per chi si ostina ancora oggi a sminuire la gravità di quei tragici fatti che portarono all’uccisione di persone innocenti ed inermi. (…) Concludo con un ideale e affettuoso abbraccio alle migliaia di ragazzi del "’45" che, come me, in quei giorni persero tutto: i sogni dell’infanzia, l’entusiasmo della giovinezza, la sicurezza degli affetti, i loro punti di riferimento dell’avventura umana".

Luciano Garibaldi

da WWW.STORIAINRETE.COM






post di V.
13:05 / p-link / / commenti

venerdì, settembre 03, 2004

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AIUTO!!!!! IL TEST!!!!!

Un mio carissimo amico, che stranamente mi considera una persona intelligente, si pregia sempre di mandarmi i test intellettivi per vedere se, nella personalissima gara in corso tra di noi da parecchi mesi, riesce almeno una volta a battermi. Fino a ieri non era mai accaduto.

Fino a ieri.....

Mi sa tanto che mi tocchera' dar ragione a chi dice che sono intelligente come una capra perche' in questo test ho miseramente fallito su tutti i fronti (o quasi)

Ve lo propongo rivelandovi pero' un trucchetto:

dovete abbandonare gli schemi mentali consueti per poter riuscire a risolvere i quiz

Il test e' stato infatti studiato da esperti per potenziare il pensiero "differente" ovvero quello alternativo al meccanismo di pensiero standard che il nostro cervello attua quando posto dinnanzi ad un quesito.

Evidentemente sono priva del "pensiero differente"....AIHME'....

http://www.illuweb.it/limiti/limimenu.htm

 

post di V.
12:40 / p-link / / commenti (1)

venerdì, settembre 03, 2004

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A CHI PUO' INTERESSARE???

Qua trovate un bell'articolo sui PIRATI

http://www.storiain.net/artic/artic7.asp

Mentre qua sui VICHINGHI

http://www.storiain.net/artic/artic6.asp

post di V.
12:24 / p-link / / commenti

venerdì, settembre 03, 2004

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DEDICATA A TE

"Ho fame della tua bocca, della tua voce, dei tuoi capelli
e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno."


PABLO NERUDA







post di V.
01:12 / p-link / / commenti (9)

giovedì, settembre 02, 2004

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DA : http://www.storiain.net/arret/num44/artic1.htm

 

Storia di una delle dottrine politiche più discusse,
amate e odiate nel Ventesimo Secolo

IL DOPPIO VOLTO
DEL LIBERALISMO


La storia del liberalismo vista attraverso i grandi pensatori del secolo appena terminato: dagli economisti della scuola di Vienna, a Karl Popper, Benedetto Croce e Luigi Einaudi. Teorici della subordinazione della società alle esigenze dell'individuo, consapevoli della fallibilità della conoscenza umana - ma spesso in contrasto tra loro sul legame tra l'idea liberale e l'economia di mercato -, ognuno di questi pensatori ha stimolato una discussione viva ancora oggi, mentre un neoliberalismo di marca strettamente utilitaristica vuole proporsi come panacea del XXI secolo.
Luigi Einaudi durante una cerimonia pubblica
quando era presidente della Repubblica
di ALESSANDRO FRIGERIO
Le vicissitudini del liberalismo e dei suoi interpreti novecenteschi meritano una posizione di primo piano nella storia delle idee del secolo appena trascorso. Abbattuti i muri, morte di morte violenta o naturale le grandi costruzioni totalitarie del nazifascismo e del comunismo, nella desolazione lasciata da queste rovine è il liberalismo il solo a salvarsi, e anzi a proporsi come teoria politica ed economica per i decenni a venire. Storia curiosa quella del liberalismo. Più che per i suoi successi, invero elettoralmente estremamente limitati quando sono stati portati avanti dai partiti omonimi, la dottrina liberale ha dimostrato una straordinaria capacità di influenzare con i suoi principi di base - la libertà di pensiero, la libertà di associazione e le libertà individuali - i sistemi politici e le società occidentali negli ultimi due secoli.
Senza risalire troppo indietro alle premesse culturali giusnaturalistiche, protestanti, o al razionalismo cartesiano, possiamo dire che il liberalismo si sviluppa dopo la Rivoluzione francese da un lato come superamento dei vincoli posti dall'Antico Regime allo sviluppo politico ed economico, dall'altro come correzione e superamento del democratismo rivoluzionario: la Rivoluzione francese non viene rifiutata, ma moderata e adeguata alle necessità dell'emergente classe borghese. Inizia così l'età dell'oro del liberalismo europeo, che abbraccia la prima metà dell'Ottocento: patrie d'elezione sono la Francia, con Tocqueville e Constant, e l'Inghilterra, dove l'empirismo liberale si era già manifestato come tutela delle libertà individuali e limitazione delle prerogative regie con il Bill of rights del 1689, e dove con Stuart Mill il liberalismo assume sfumature utilitaristiche e di più ampia emancipazione democratica.
Se nel corso del Settecento il termine "liberale" indicava un generico atteggiamento di apertura e tolleranza, è nell'Ottocento che acquisisce una precisa valenza etico-politica. Il regime costituzionale come garante dei diritti e delle libertà di tutti i cittadini, la valorizzazione della dialettica parlamentare, la limitazione dell'ingerenza statale nelle attività individuali, la divisione dei poteri, la laicità delle istituzioni e la tolleranza religiosa sono i principi fondanti dell'età liberale. Ma è al crepuscolo del secolo che sopravviene la crisi. A fare invecchiare improvvisamente l'idea liberale, concepita fino ad allora in termini quasi esclusivamente individualistici ed elitari, è l'avvento delle masse e dell'industrializzazione su scala europea. Giusnaturalismo e razionalismo, romanticismo e storicismo, fino a quel momento ingredienti ben miscelati del liberalismo, danno origine rispettivamente al socialismo e al nazionalismo.
Le ideologie prendono il posto del pragmatismo, trovando nelle masse e nei demagoghi in grado di interpretarne le passioni il terreno più fertile.
Tra le scuole liberali che nel corso del Novecento hanno accettato la sfida lanciata dalle nuove dottrine totalitarie c'è la cosiddetta "scuola di Vienna", dal nome della città dove nei primi decenni del Novecento i suoi rappresentanti di spicco si formarono. Tra loro, su tutti, due grandi economisti, Ludwig von Mises e August von Hayek, e un filosofo, Karl Popper. Von Mises (1881-1973), grande economista di scuola liberale (ma assai poco conosciuto in Italia, tanto che le sue opere, scritte settant'anni fa, sono state tradotte in italiano solo negli ultimi anni) è stato uno dei più significativi pensatori del secolo appena trascorso. Maestro di von Hayek, liberista convinto, teorico della subordinazione della società alle esigenze dell'individuo, von Mises è stato fin dagli anni Venti uno dei più accesi contestatori del collettivismo ("la dottrina - ha scritto - capace di difendere esclusivamente le classi dominanti e coloro chi si trovano al potere").
Secondo Mises è l'azione dell'imprenditore basata sul calcolo economico, naturalmente impossibile in un regime socialista, a creare la vera società aperta, l'unica società capace di garantire la democrazia del consumatore. "Il programma del liberalismo potrebbe riassumersi in una sola parola: proprietà". Purtroppo, la più feconda attività di questo studioso si sviluppò soprattutto a partire dagli anni Venti, quando cioè l'ostilità degli intellettuali e dei politici nei confronti del mercato
faceva sì che lo studio
Il filosofo Benedetto Croce, uno dei grandi
sostenitori del liberalismo
dell'economia fosse praticamente bandito dalla società occidentale. Non a caso furono gli anni in cui nacquero e si svilupparono il nazismo e il comunismo, ideologie dalla marcata vocazione anticapitalistica e antindividualista. Ma se ogni totalitarismo porta ineluttabilmente alla morte del mercato e della libertà, non meno pericoloso - afferma Mises - è l'interventismo statale, la cui attività corrosiva invade progressivamente l'intero corpo sociale producendo inefficienza, distruzione delle risorse nazionali, corruzione e negazione dei diritti. Un simile approccio lo si trova anche in Hayek (1899-1992), suo discepolo. Intellettuale eclettico (si è occupato di economia, psicologia, epistemologia, storia del pensiero politico, filosofia e antropologia) August von Hayek, Nobel per l'economia nel 1974, è un campione dell'individualismo metodologico: concetti collettivi come Stato, società e partito sono per lui solo delle convenzioni alla cui base c'è sempre l'uomo, l'individuo che ragiona e agisce. Le azioni coscienti degli individui sono quindi gli unici dati di partenza della ricerca sociale.
Ciò però non significa voler esaltare illuministicamente l'onnipotenza dell'uomo, né tantomeno identificare la sua libertà di agire con l'anarchia o l'egoismo. Volere non sempre è potere per un vero liberale. In Individualismo: quello vero e quello falso, Hayek ammonisce che è necessario e salutare distinguere bene. Mentre il falso individualismo concepisce tutte le istituzioni, gli eventi e i mutamenti come esiti di progetti voluti, il vero individualista è conscio del fatto che la maggior parte delle istituzioni sono il risultato, spesso non chiaramente voluto, di azioni umane indirizzate ad altri scopi. "Se il falso individualismo è il prodotto di una esagerata fiducia nella
ragione, il vero individualismo è un atteggiamento di umiltà nei confronti del processo attraverso cui il genere umano ha raggiunto cose che non sono state capite o pianificate da nessun individuo".
Il dubbio metodico, di schietta ispirazione cartesiana, che caratterizza il pensiero liberale viene teorizzato al meglio da Karl Popper. Epistemologo, filosofo, intellettuale a 360°, Popper figura tra i maggiori pensatori del secolo appena trascorso (e anche lui è tra i più tardivamente scoperti: basti pensare che le sue opere principali furono tradotte prima in turco che in italiano). La consapevolezza dell'impossibilità di conoscere nella sua interezza anche il più piccolo pezzo di mondo caratterizza la sua visione del sapere umano. Oltre che parziale, ogni nostra conoscenza è e resta sempre smentibile, congiunturale.
La fallibilità della conoscenza umana è per lui un tratto antropologico: E la consapevolezza di questa fallibilità, dell'"incertezza" della ragione, è il primo presupposto della democrazia. Solo plasmando le nostre istituzioni, le nostre culture e noi stessi sulla base di questi principi - ha scritto - si potrà sviluppare la "società aperta", cioè una società basata sulla centralità dell'individuo, sull'apertura mentale e sul confronto con gli altri (confronto inteso non come scontro ma come arricchimento reciproco).
Popper ha applicato le sue teorie agli ambiti più disparati, primo fra tutti quello politico. L'uomo è un animale ideologico, spesso preda di dottrine distruttive (nazifascismo, comunismo) o più semplicemente stupide e vane: tra queste, afferma, ci sono il socialismo, una dottrina inconciliabile con la libertà perché generatrice di burocrazia, e l'ecologismo, che è incapace di vedere nella tecnologia lo strumento in grado di risolvere i problemi creati dalla tecnologia stessa.
Filosofo atipico, Popper - e anche qui sta la sua grandezza - non ha mai esitato a confrontarsi anche con i grandi temi del giorno: la sua coraggiosa condanna dei movimenti pacifisti, l'appello per l'intervento militare nella crisi balcanica e la denuncia del potere televisivo ("… tutti quelli che invocano la libertà, l'indipendenza o il liberalismo per dire che non si possono introdurre delle limitazioni in un potere pericoloso come quello della televisione, sono degli idioti"), rappresentano alcuni dei lasciti di un filosofo liberale del Novecento impegnato a confrontarsi esclusivamente con la ragione.
"L'uomo è un animale ideologico, spesso preda di dottrine distruttive"
Fin qui gli interpreti internazionali del liberalismo. Ma anche l'Italia ha dato un importante contributo nella prima metà del Novecento. Le vicissitudini del liberalismo nostrano sono interpretate al meglio da Benedetto Croce (1866-1952) e Luigi Einaudi (1874-1961).
Il primo, filosofo idealista più interessato alle speculazioni che alla ricerca empirica, si impegnò tra gli anni Venti e Quaranta nella difesa della concezione liberale dagli attacchi delle dottrine totalitarie. Per Croce la concezione liberale è una concezione "metapolitica", che "supera la teoria formale della politica e, in certo senso, anche quella formale dell'etica, e coincide con la concezione formale del mondo e della realtà. […] in essa si rispecchia tutta la filosofia e la religione dell'età moderna, incentrata nell'idea della dialettica ossia dello svolgimento, che, mercé la diversità e l'opposizione delle forze spirituali, accresce e nobilita di continuo la vita e le conferisce il suo unico e intero significato. Su questo fondamento teoretico nasce la disposizione pratica liberale di fiducia e favore verso la varietà delle tendenze, alle quali si vuole piuttosto offrire un campo aperto perché gareggino e si provino tra loro e cooperino in concorde discordia, che non porre limiti e freni, e sottoporle a restringimenti e compressioni". Liberalismo, quindi, come "partito della cultura" in grado di assorbire al suo interno, secondo le necessità politiche contingenti in cui si trova a vivere lo Stato, il socialismo e l'autoritarismo. La parziale disponibilità di Croce verso il fascismo nei primissimi anni della dittatura mussoliniana si spiega appunto con questa visione tollerante e, per certi versi, utilitaristica. Solo dopo la guerra Croce affermerà con forza l'importanza dei valori della democrazia. Scrive infatti nel 1946 che "non bisogna dimenticare che il liberalismo disgiunto dalla democrazia inclina sensibilmente verso il conservatorismo, e che la democrazia, smarrendo la severità dell'idea liberale, trapassa nella demagogia e, di là, nella dittatura". In breve, la democrazia, e così pure il socialismo, sono tecniche di governo (sovranità popolare esercitata attraverso il principio della rappresentanza, ampliamento degli organi rappresentativi, suffragio universale) come le altre, messe però a disposizione della suprema idea filosofica liberale.
Ed è proprio su questa concezione che il pensiero di Croce viene a scontrarsi con quello di un altro grande liberale, l'economista (e primo Presidente della Repubblica) Luigi Einaudi. Nella sua opera di studioso e in quella di governo - i suoi scritti (Prediche inutili, Il buongoverno) ci hanno lasciato uno spaccato di come il liberalismo debba applicarsi a problemi contingenti come le leggi tributarie, la burocrazia, gli scioperi, la scuola, l'unità europea, la disoccupazione, la libertà di stampa - Einaudi ha fissa davanti a sé la superiorità dell'economia di mercato e le esigenze di libertà dell'uomo dai vincoli imposti dallo stato.
"Quel che l'uomo libero non vuole è di essere preso per il naso da taluni uomini, i quali, per via di elezioni od in altre maniere sono padroni della macchina statale e perciò da
Il sociologo tedesco Max Weber,
uno studioso del liberalismo
sé si definiscono 'lo stato', e di vedersi insegnare da costoro, i quali certamente, in quello specifico punto, ne sanno meno di lui, in qual modo egli deve gestire la sua impresa, seminare i suoi campi, vendere a tale prezzo, associarsi con Caio e Sempronio per produrre meglio, comprare gli strumenti, le macchine, le sementi di cui ha bisogno in paese o, se gli converrebbe comprar fuori, acquistare tanto e non più, a prezzo cresciuto di tanto ecc. ecc." La linea di distinzione, continua, deve porsi non fra chi vuole e chi non vuole l'intervento dello stato nelle cose economiche, ma tra chi vuole un certo tipo di intervento e chi ne vuole un altro.
Un tale empirismo non poteva stare bene a Croce, che fu sempre allergico a tutti problemi di tecnica politico-sociale. Se liberalismo e liberismo economico in parte hanno percorso strade comuni, dice Croce, ciò non significa che quest'ultimo debba assumere "valore di regola o legge suprema della vita sociale". Il rischio sarebbe quello di confondere la libertà con un semplice dato economico, quindi con un dato esclusivamente materialistico. Croce, al contrario di Einaudi - che in un eccesso di furore polemico arrivò a rinfacciare al filosofo la disponibilità a tollerare un assetto comunistico purché questo scaturisse da una scelta etica liberale -, riteneva quindi che la libertà potesse svilupparsi anche con un ordinamento economico diverso da quello capitalistico.
In fondo, ciò che divideva i due studiosi era la persistente lacerazione tra filosofi ed economisti liberali. Da un lato Croce, John Dewey, Ortega y Gasset e Karl Popper, critici nei confronti di un vincolo troppo stretto tra il liberalismo e l'economia liberista, e dall'altro Einaudi, Hayek, e Mises convinti dell'indissolubilità dei questo legame. A onore dei "filosofi" occorre però aggiungere che il loro atteggiamento scaturiva non tanto dal disprezzo verso la politica pratica quanto dal rifiuto di ogni architettura sociale che pretendesse di rigenerare o di ricostruire il mondo. E il capitalismo, o l'economia di mercato, presi come assoluto rischiavano - secondo la loro interpretazione - di trasformarsi proprio in una rigida architettura della convivenza civile.
Nell'ultimo scorcio del Novecento il liberalismo, dopo le spinte totalitarie e stataliste imposte dal predominio delle ideologie del secolo breve, con la morte del comunismo ha finalmente richiamato l'attenzione su un nuovo liberalismo, forse meno vicino ai grandi principi ma certamente più pragmatico e alla conquista di nuovi spazi di libertà nella società postindustriale. Fra gli esponenti più interessanti del pragmatismo neoliberale ci sono due americani, J. M. Buchanan e G. Tullock, Nobel per l'economia nell'86 il primo, docente di economia e scienza politica il secondo.
Partendo dall'individualismo metodologico di Hayek i due studiosi hanno dimostrato come, agendo per il proprio interesse privato, l'individuo contribuisca anche a regolare meglio la società intera. Preludio fondamentale è la condanna di ogni criminalizzazione dell'utile individuale. Buchanan e Tullock affermano che il perseguimento dell'interesse personale, appena tollerato nella sfera privata, nella sfera politica "è stato quasi sempre condannato come un male dai filosofi morali di diversa tendenza". Comportamento accettabile per sbarcare il lunario, l'individualismo non lo si è mai ritenuto capace di funzionare nel sociale, come se le azioni umane dovessero imporsi da sé uno sdoppiamento di personalità.
È vero invece - continuano - che il criterio dell'utile individuale, fatto valere anche quando si compiono scelte politiche importanti, come le regole costituzionali, si rivela assai più fecondo nei risultati degli atteggiamenti ispirati a una generica ricerca dell'utilità pubblica. Ad un patto, naturalmente: che il "contratto sociale" non si risolva
Norberto Bobbio: una vita
dedicata agli studi politici
nella vittoria di una maggioranza sulla minoranza ma riesca invece a conciliare un mutuo vantaggio per tutti. Buchanan e Tullock lo hanno spiegato con dovizia di particolari in numerosi saggi, applicando alla categoria della teoria politica - e qui sta la loro intuizione -, le categorie finora ritenute impure del ragionamento economico.
Certo è però che la società americana è un conto, quella europea un altro. E non sempre le teorie nate negli Stati Uniti hanno trovato una uguale applicazione sul Vecchio Continente. Il culto dell'interesse personale ha fatto storcere il naso - e continua a farlo - a molti sostenitori dell'interpretazione organica della società e agli irremovibili della democrazia idealista. Per il filosofo francese Michel Foucault, contrariamente a Popper e Croce, liberalismo e liberismo sono sempre andati a braccetto. Il liberalismo delle origini, sostiene Foucault, ha trovato nel mercato un elemento fondamentale per limitare l'ingerenza del governo negli affari privati. Tuttavia, di fronte alle minacce alla libertà portate avanti dal comunismo e dal nazifascismo nel XX secolo, il liberalismo è stato costretto a promuovere meccanismi di intervento, come il welfare state.
Meccanismi di intervento sociale che tuttavia ora, aggiunge, vengono dichiarati illiberali dal neoliberalismo. Ancora più critico nei confronti del nuovo liberalismo è il filosofo italiano Massimo Cacciari. Nella sua ultima versione il liberalismo tende infatti a confondersi troppo con l'anarchismo. Secondo Cacciari l'attuale desiderio di affermazione del singolo non è altro che una volontà di separarsi dal corpo sociale, il rifiuto di ogni potestà e di ogni tipo di autorità. Naturalmente l'autorità imposta dallo stato è invece bellamente tollerata, anzi apprezzata, quando torna a vantaggio del proprio interesse individuale.
L'uomo del tardo liberalismo è per Cacciari un soggetto senza legge, anarchico, che tuttavia è pronto a reclamare l'ordine e la legge non appena i suoi interessi vengono messi in discussione. Quale futuro si prospetta quindi al liberalismo? Riuscirà a capitalizzare al meglio la vittoria sul dispotismo? E se avesse ancora una volta ragione il buon vecchio Tocqueville, quando ammoniva che una società individualista e frammentata è destinata a soccombere di fronte al totalitarismo rispetto a una società unita e pluralista, basata su associazioni e comunità di uomini? Ora che il liberalismo sembra non avere più avversari, forse, il suo più acerrimo nemico lo potrà trovare solo dentro di sé.



Bibliografia
  • Storia del liberalismo europeo, di G. De Ruggero, Feltrinelli, 1962
  • Liberalismo, di Ludwig von Mises, Rubbettino, 1998
  • Conoscenza, competizione e libertà, di Friedrich A. von Hayek, Rubbettino, 1998
  • Il pensiero essenziale, di Karl Popper, Armando Editore, 1998
  • La religione della libertà. Antologia degli scritti politici, di Benedetto Croce, Sugarco Edizioni, 1986
  • Liberali, quelli veri e quelli falsi, di Dario Antiseri, Rubbettino, 1998
  • Per un nuovo liberalismo, di R. Dahrendorf, Laterza, 1987
  • Tellus, rivista italiana di geofilosofia. Sul liberalismo, n. 22, gennaio 2000, Editrice Labos


































post di V.
12:24 / p-link / / commenti

giovedì, settembre 02, 2004

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LIBERISMO - ATTO SECONDO

Torno alle orgini perse un po' di vista in questi ultimi due giorni e mi occupo di un tema che mi sta a cuore.

Traggo pari pari da ORTOLEVA-REVELLI "Storia dell'eta' contemporanea" un brevissimo escursus sul liberismo:

"Nell'eta' della Restaurazione il Liberalismo, teoria rivoluzionaria nell'Ancient Regime, assume posizioni via via piu' moderate: accentua il suo carattere legalistico e antirivoluzionario;contrappone la liberta' all'eguaglianza;si separa dalle correnti democratiche.

Le radici del Liberalismo europeo sono affondate nel pensiero politico del XVII e XVIII secolo (Hobbes e Locke) e soprattutto nel pensiero economico del fondatore della scuola classica, Adam Smith. Ne LA RICCHEZZA DELLE NAZIONI (1775) egli aveva formulato la base di una nuova, rivoluzionaria teoria economica fondata sulla fiducia assoluta in una naturale armonia degli interessi sociali e sull'esaltazione della liberta' e dell'iniziativa privata come garanzia dello sviluppo ottimale della societa'.

Secondo questa concezione che esprimeva il punto di vista della nascente borghesia industriale contro i vincoli di origine feudale la "mano invisibile del mercato" avrebbe armonizzato i diversi interessi e le diverse attivita' economiche prodotte dalla divisione sociale del lavoro, rendendole tali da soddisfare, nel modo migliore, i bisogni della societa', purche' il libero gioco delle forze sul mercato non fosse turbato da interferenze esterne, in particolare da parte dello stato.

Gia' all'inizio dell'ottocento il pensiero economico aveva perso questa carica di ottimismo e l'economia era divenuta una scienza "triste", consapevole delle contraddizioni che accompagnano lo sviluppo capitalistico.

Nei suoi PRINCIPI DELL'ECONOMIA POLITICA E DELL'IMPOSTA (1818) l'economista inglese David Ricardo aveva indicato nella riduzione progressiva dei profitti (e quindi nella compressione dei salari al di sotto della sopravvivenza) e nella disoccupazione tecnologica prodotta dall'introduzione delle macchine, i principali limiti allo sviluppo economico.

Abbandonata l'armonia sociale Smithiana la societa' appariva ora divisa in classi (profitto, salario e rendita, cioe' imprenditori, lavoratori e proprietari terrieri) con interessi contrastanti ed in lotta tra loro.

Sul piano politico la svolta fu ancora piu' evidente. Perso l'universalismo radicale che aveva sorretto l'esperienza Rivoluzionaria nei primi decenni dell'ottocento il liberalismo si costituisce su un versante decisamente moderato.

Gli uomini che se ne fecero portatori (esponenti dell'alta borghesia e dell'aristocrazia illuminata) avevano conosciuto il terrore rivoluzionario e ne provavano orrore. Essi temevano tanto l'autoritarismo dell'Ancient Regime quanto le masse in movimento, tanto il dispotismo regio quanto la democrazia giacobina.

Nella clebre frase di Benjamin Constant "Le rivoluzioni mi sono odiose perche' la liberta' mi e' cara" si esprime l'essenza di un liberalismo che vive la liberta', individualisticamente esaltata (il suo sibolo letterario e' robinson Crusoe) come principio e come metodo e che ne concepisce la tutela solo nel quadro di una rigorosa legalita' e di un costituzionalismo formalistico in aperto contrasto con la pratica della rivoluzione.

La battaglia per la liberta' di stampa, di parola, di pensiero nel campo artistico, economico, culturale e religioso che caratterizzo' questo movimento rispondeva ad un ideale politico che poneva nella garanzia formale dei diritti dei cittadini il fondamento stesso della vita civile e la condizione per l'esercizio del potere politico in armonia con l'opinione pubblica."

post di V.
12:16 / p-link / / commenti

giovedì, settembre 02, 2004

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Anche questo nasce come commento e finisce come post...per JEST

Jest: non potevi rispondere meglio, vero????? Mai stata fascista in tutta la mia esistenza ma piu' mi solleticate con le vostre banalita' e piu' mi sento di diventarlo. Perche' anche tu fai così??????? Possibile che io non abbia diritto di esprimere le mie idee ma debba solo essere attaccata se per esempio ce l'ho con l'Islam o sono filoamericana???? Non ho diritto alle mie idee?????? Jest, ho sempre avuto stima di te. I miei toni a volte sono un po' forti, lo ammetto....ma anche i tuoi e quelli di altri "compagni" quando si infervorano contro il governo....eppure non mi e' mai venuto in mente di giudicarli così pesantemente e se raramente mi e' capitato di farlo, (credo una volta sola in modo pesante) me ne sono subito pentita perche' tu lo sai, non fa parte di me.
Avro' pero' il diritto di difendermi, anche in modo acceso, da chi, anziche' cercare un dialogo costruttivo, o quanto meno ignorarmi, mi offende senza motivo ne' senza conoscermi e mi attacca sul piano personale?
E' vero, uso toni forti ma a volte e' una forma di reazione. Sto anche meditando di lasciare questo mondo blogghereccio del cavolo per spostarmi su altre piattaforme dove almeno esprimere un'idea non equivarra' subire il rogo, come nel Medioevo.
Lo so benissimo di andare controcorrente in questo paese di pacifisti (e per me) irresponsabili. Mi fa inoltre molto male pensare che il concetto di Patria per certe persone non abbia significato. Mi fa male se penso a quanti sono morti per unirla, questa patria, e quanti sono morti per difenderla.
E poi tutto questo accanimento contro Berlusconi ed il suo governo, REGOLARMENTE E LEGITTIMAMENTE ELETTI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
A me Berlusconi non era particolarmente simpatico, prima.
Adesso, dopo tutto questo accanirsi contro di lui, fossero anche fondate le ipotesi dell'accanimento, quasi mi e' diventato simpatico, anzi, senza il quasi.
Lo si attacca su tutto, dalle cose piu' importanti a quelle piu' sceme tipo la bandana. Se se la fosse messa Rutelli e fosse stato a capo del governo nessuno si sarebbe sognato di dire "BAH", anzi.
Il povero Berlusconi era in vacanza, uomo come gli altri quindi, libero di girare anche in infradito. Oppure in pareo, come tanti uomini si son visti girare in spiaggia quest'estate. Possibile che questa persona debba essere attaccata PROPRIO SU TUTTO???? Non ti pare un accanimento ingiustificato e comunque crudele??? Ecco perche' ormai mi e' quasi simpatico. Ho sempre, SEMPRE odiato ogni forma di accanimento, compresa quella che sto subendo io qua, in questi giorni.
Non giudicarmi, almeno tu, e cerca di capire le ragioni dei miei sfoghi. Ti ho sempre rispettato, pur nella diversita', perche' ti reputo persona intelligente. Usala allora quest'intelligenza nel cercare di capirmi, anziche' appellarmi e basta.










post di V.
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mercoledì, settembre 01, 2004

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"Fuck You" - 50 Cent

[Chorus: scratching]
Pain In Da Ass "Fuck You" [3x]
Styles "I don't give a fuck" [3x]
Styles "I don't give a fuck who you are"
Pain In The Ass " Fuck You"
Nas "Niggaz is this and that"
Big Pun "I'm even, even better than before"
Styles "I don't give a fuck who you are"
Pain In Da Ass "Fuck you"
Nas "Niggaz is this and that, I'm just, I'm just, I'm just the best"
Styles "I don't give a fuck who you are"
Pain In Da Ass "Fuck you"
Nas "Niggaz is this and that"
Big Pun "I'm even, even better than before"
Styles "I don't give a fuck who you are"
Nas "Niggaz is this and that, I'm just, I'm just, I'm just the best"

[Verse]
Either I'm trippin' off the ecstasy
Or I could feel the world turnin'
I'm havin' flashbacks, I can feel the shells burnin'
Comin' up, I was taught never back down
That's why I act the way I act now, hold the mac down
32 shots, squeeze til there ain't a shell left
Come with my gun smokin', you can smell death
They get the first laugh, I get the last laugh homie
Hit the gas on it, pull up and mash on 'em
There's a lot of talk in the streets about me
Niggaz know, ain't nothing sweet about me
Get back to questions, like "50, who shot ya?...
You think it was Preme, Freeze or Tah, Tah?"
Nigga, street shit should stay in the street
So, keep it on the low
But everybody who's somebody already know
A few words for any nigga that get hit the fuck up
My advice if you get shot down, is get the fuck up
LET'S GO

[Chorus (Different Variations)]

[Verse]
Maaaaaaaaan
I told niggaz not to fuck with me they still push me
Figured they'd get away with it cause Tone and Poke pussy
I been gone through static, shot at with automatics
Since 90, when Nas came out with "Illmatic"
If Suge was home, Death Row would be good for me
Cause Tommy Matola ain't shootin out in the hood wit me
I've been shot 9 times my nigga that's why I walk funny
Hit in the jaw once, why I talk funny
With a Ruger on my hip, I walk the street with no care
Think my grandma's prayers the only reason I'm here
My wrist icy, keep my ears icy, keep my neck icy
That's why you bitch like me, so I'm a heavyweight
How dare these niggaz take me lightly?
I ain't come to make friends and niggaz aint gotta like me
My own homie said "50, you done lost yo' mind"
Cause I shootout in broad day, run and toss my nine

[Chorus (Different Variations)]

[Verse]
Can't find a nigga in the hood, that say "50 ain't hot"
When I drop, I'm sound like Eminem and Kid Rock
Play the block, with the watch all rocked the fuck up
Jukes me, A week later y'all be shot the fuck up
Born a healthy baby, I wasn't always crazy
This aint how moma rasied me, this how the hood made me
The D's call me by my government name
I be dumb and shoot up parks
Have niggaz runnin' like "Jesus Comin'"
There's wet pillows in prison, niggaz cry in the dark
Cause if they did in the day, niggaz would question they heart
So when they come home, the come home
Walking that tough walk, talking that "Rockavalede"
Talk'll get you shot in New York - BBBBLLLLATTTTT
Sex, money, murder, I gotta eat
But I aint tryin do +Hard Time+ like +Pistol P+
See, niggaz uptown understand me in the street
You niggaz uptown'll "Stan" me in the street
Ha-ha




















































































post di V.
18:47 / p-link / / commenti (3)

mercoledì, settembre 01, 2004

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Fuck You - Queers

I don't wanna hang around with you.
I think you suck and smell bad, too.
Now, I'm sittin' here with nothing to do.
You didn't wanna fuck me so

Fuck You
Fuck You
Fuck You
Fuck You









post di V.
18:43 / p-link / / commenti

mercoledì, settembre 01, 2004

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NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA

Dopo una giornata di sfogo (ieri) oggi mi sento quasi meglio e grata a mamma e papa' per avermi dotata di cervello intendo aprire la giornata FANCULANDO pesantemente i compagni comunisti che si pregiano di commentare su questo blog senza peraltro essere graditi ospiti...ma d'altra parte il fascino della destra ha i suoi perche' ed i nostri due eroi, GIOGIOGIO e TINSULTO, non possono resistere al richiamo delle nere foreste ed approdano a questi lidi in continuazione, attratti dal giogo fascista del Forlivese e del Master.

Non riescono piu' a farne a meno, come altri loro compagni, e manifestano,nel modo piu' comune fra militanti di sinistra, la loro passione per la sottoscritta in modo esplicito ed oserei dire quasi libertino con espressioni colorite degne del miglior allievo di scuola di buone maniere Oxfordiane.

In preda a raptus ho anche abbassato i miei standard normalmente notevoli per adeguarmi al fine linguaggio di questi "graditi" ospiti.

Chiedo scusa a chi mi conosce per la bassezza a cui bisogna scendere trattando con i compagni in generale.

Mi riapproprio delle mie buone maniere e FANCULANDO per l'ultima volta i miei "egregi" amici pongo fine, con ora, a qualsiasi reazione spropositata.

Anzi, a qualsiasi reazione in assoluto.

Come ebbe a dire qualcuno di grande (che forse i nostri coltissimi amici sinistroidi non sanno neppure chi fu):

NON TI CURAR DI LORO MA GUARDA E PASSA

post di V.
13:55 / p-link / / commenti (20)

mercoledì, settembre 01, 2004

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"LA CARRELLATA DI COGLIONI STORICI"

Tomo II

Continuo il lavoro iniziato dalla meravigliosa Padrona (...) di questo blog.

Oggi è il turno del compagno Palmiro Togliatti, grandissimo infame, che i più ricorderanno per la famosa "doppiezza". Ecco alcuni esempi della sua castroneria:

"E' per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perchè, come italiano, mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte di più del migliore italiano!" (Sedicesimo congresso del Pcus)

Perciò 'sto imbecille si sentiva di valere dieci volte di più di Dante, Galileo, Leonardo... Mei coijoni, alla faccia della modestia!!!

"La nostra posizione di principio rispetto agli eserciti che hanno invaso l'Unione Sovietica è stata definita da Stalin (!!!!!!!!!!!!!!, alla faccia dell'autonomia!!! ndr) e non vi è più niente da dire (appunto: comunisti, zitti e... Mosca, ndr (sono un grande! ndMofP)). (...) Se un buon numero di prigionieri morirà in conseguenza delle dure condizioni di fatto, non ci trovo assolutamente nulla da dire (che animo nobile e caritatevole!!! ndr). Anzi, il fatto che per migliaia di famiglie la guerra di Mussolini e soprattutto la spedizione contro la Russia si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, il più efficace degli antidoti. Io non sostengo che i prigionieri si debbano sopprimere (ma che bontà! ma che bontà! ndr), tanto più che poi possiamo servircene per ottenere certi risultati in un altro modo (ahhh! Ecco perchè non sopprimerli... ndr); ma nella durezze oggettive che possono provocare la fine di molti di loro non riesco a vedere altro che la concreta espressione di quella giustizia che il vecchio Hegel diceva di essere immanente in tutta la storia (io in realtà ci vedo solo un immane crimine, in realtà... ndr)." (Lettera a Vincenzo Bianco, funzionario del Komintern, del 15 febbraio 1943)

E a questo stronzo hanno intitolato strade e piazze, lo considerano un padre della Patria... Ma per piacere, và!!!

post di Masterofpuppets
12:54 / p-link / / commenti (2)